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Telemedicina e terapia del dolore

Come implementare la telemedicina nella propria attività clinica

FASSIO F.

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DESCRIZIONE

In questo non semplice periodo di distanziamento sociale, le attività mediche non sono state interessate dal lockdown, in quanto di primaria importanza per la popolazione. Tuttavia, la quasi totalità dei servizi medici non urgenti e non essenziali - sia nella Sanità pubblica che privata - sono stati fortemente ridimensionati se non azzerati. Questo è accaduto per diversi motivi: molti professionisti hanno interrotto la propria attività ordinaria per fronteggiare in prima linea l’emergenza COVID-19, altri l’hanno interrotta per rispettare e far rispettare agli utenti le indicazioni di distanziamento sociale #iorestoacasa, e infine altri ancora per l’oggettiva difficoltà nel portare avanti in una situazione straordinaria qualsiasi attività ordinaria. In questo frangente, molte attività non sanitarie sono state chiuse o hanno dovuto subire una profonda riorganizzazione per poter andare avanti, senza rinunciare alla protezione dei lavoratori e degli utenti. Per questo motivo le attività di smart working hanno visto una crescita esponenziale, così come il settore dell’istruzione si è riorganizzato in tempi molto rapidi con lezioni a distanza, e le attività commerciali con l’eCommerce e la vendita a domicilio. Tutto questo, nel settore Salute, ancora non è avvenuto. La Sanità ha dovuto prima riorganizzarsi per fronteggiare l’emergenza COVID-19 e solo adesso - quando la pressione verso le strutture sanitarie inizia a gradualmente a ridursi - può permettersi di pensare a come riorganizzare i servizi finora ridimensionati, per dare una risposta adeguata a tutti gli utenti/pazienti che continuano ad avere le proprie necessità di salute, al di là della pandemia da coronavirus. Questo dovrà essere fatto anche in un’ottica futura: se è normale aspettarsi che le attività mediche “ordinarie” gradualmente possano riprendere, è difficile infatti ipotizzare che nel breve-medio periodo le sale d’attesa degli ambulatori torneranno ad essere affollate come eravamo abituati a vederle. Da qui l’esigenza di una breve guida, per supportare il professionista sanitario nella riorganizzazione di una parte della propria attività clinica a distanza, in telemedicina. Il consulto a distanza va indubbiamente a modificare alle radici il rapporto medico-paziente, a cominciare dall’esame obiettivo e senza considerare tutte le indagini di ogni disciplina specialistica che non possono essere effettuate di persona. Ma al tempo stesso la telemedicina è una modalità che potrà tornare utile da affiancare all’attività clinica in presenza: in questi tempi ogni attività che potrà essere svolta a distanza, senza muovere il professionista né il paziente, senza rischi di contagio (a partire dai mezzi pubblici, poi nelle sale d’attesa e infine all’interno degli ambulatori), sarà di fondamentale importanza e di grande aiuto e potrà consentire di svolgere in maggior sicurezza (con meno utenti e meno affollamento!) tutte quelle attività che necessariamente devono essere effettuate in presenza. Per fare questo non dobbiamo pensare a investimenti consistenti per strumentazioni particolari: la riorganizzazione della propria attività clinica in telemedicina è prima di tutto una questione di volontà e organizzazione.


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