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Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2003 June;10(2):97-110

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Trattamento chirurgico convenzionale della fistola aorto-enterica secondaria

Dorigo W., Pulli R., Azas L., Pratesi C.

Cattedra e Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare, Università degli Studi di Firenze, Firenze


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Obiettivo. Valutare retrospettivamente i risultati immediati ed a distanza del trattamento della fistola aorto-enterica secondaria mediante espianto protesico e rivascolarizzazione extra-anatomica con bypass axillo-bifemorale (trattamento convenzionale).
Metodi. Nel periodo gennaio 1990-marzo 2002, 30 pazienti sono stati sottoposti ad intervento chirurgico convenzionale per fistola protesico-enterica. I dati relativi a tali pazienti sono stati raccolti in un apposito database e valutati in termini di mortalità, pervietà e salvataggio d’arto a 30 giorni mediante test del χ2 ed analisi univariata. È stato attuato un programma di sorveglianza clinico e strumentale mediante Doppler C-W ed eco color-Doppler; i risultati a distanza sono stati valutati mediante curve di Kaplan-Meyer.
Risultati. La mortalità a 30 giorni è stata del 26,5% (8 casi). Il timing e la sequenza dell’intervento chirurgico (intervento simultaneo o sequenziale, priorità all’espianto o alla rivascolarizzazione) non hanno influenzato in maniera significativa la mortalità perioperatoria. La pervietà primaria e secondaria del bypass extra-anatomico a 30 giorni sono state rispettivamente dell’80% e del 100%. La durata media del follow-up è stata di 24 mesi, con tassi di sopravvivenza dell’80% a 12 mesi e del 65% a 24 mesi. La pervietà primaria è stata dell’89% a 24 mesi ed il salvataggio d’arto pari al 93%. Durante il follow-up si sono verificate 2 reinfezioni protesiche, pari al 9%. Complessivamente, il tasso di reintervento a 24 mesi è stato del 18%.
Conclusioni. Il trattamento chirurgico convenzionale della fistola aorto-enterica secondaria garantisce risultati immediati e tardivi soddisfacenti, con buone percentuali di pervietà a distanza e salvataggio d’arto. La scelta del timing e della sequenza operatoria non sembra influenzare i risultati immediati e tardivi.

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