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Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 September;9(3):269-82

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Fistole aorto-cavali. Aspetti clinico-diagnostici e disamina dei risultati su 9 casi trattati

Freyrie A., Ferri M., Di Iasio G., Buresta P., Palumbo N., Curti T., Faggioli G. L.

Department of Surgical and Anesthesiological Science University of Bologna, Bologna Operating Unit and Department of Vascular Surgery Policlinico S. Orsola, Bologna


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Obiettivo. La rottura di un aneurisma dell’aorta addominale (AAA) nella vena cava inferiore è un evento raro, con un’incidenza tra lo 0,3 e il 10%, ma molto grave e spesso non diagnosticabile preoperatoriamente. Lo scopo di questo lavoro è di presentare la nostra esperienza relativamente alle caratteristiche di presentazione, alle modalità di trattamento e all’analisi dei risultati perioperatori e confrontarla con le principali casistiche della letteratura.
Metodi. Sono stati inclusi in questo studio tutti i casi di fistola aorto-cavale (FAC) trattati presso il nostro servizio negli ultimi 14 anni, valutando le caratteristiche di presentazione, le modalità di diagnosi preoperatoria, il diametro dell’aneurisma, il tipo di intervento ed i risultati ottenuti in base alla mortalità e morbidità perioperatoria (30 giorni). Questo gruppo di casi è stato inoltre posto a confronto con un gruppo di pazienti trattato per aneurisma rotto e rotto tamponato.
Risultati. In questo periodo sono stati operati 9 pazienti con AAA associato alla presenza di una FAC. Al momento dell’osservazione 8 pazienti erano sintomatici: lo scompenso cardiaco destro si è manifestato in 3 casi (33%), il dolore addominale/lombare e lo shock erano presenti in 5 casi (55%), in 2 casi (22%) vi era un quadro di insufficienza epato-renale e in 2 casi di insufficienza renale isolata. Si sono presentati inoltre 2 casi di ischemia degli arti inferiori e 2 di stasi venosa. Tra i segni, un soffio addominale veniva apprezzato in 2 casi (22%). Uno stato di anemizzazione con Hb <12 mg/dl è stato riscontrato in 7 casi (77%). Un solo paziente (11%) era completamente asintomatico. L’intervallo di tempo intercorso tra la comparsa dei sintomi e l’intervento chirurgico era compreso tra alcune ore (entro 12 ore) e 6 giorni. La diagnosi è stata intraoperatoria in 4 casi (44%). In 3 casi è stata effettuata un’angiografia preoperatoria che è stata sempre diagnostica. Il diametro medio dell’aneurisma era di 7,3 cm. In 4 casi, alla FAC, era associata una rottura retroperitoneale. L’intervento chirurgico è consistito nell’aneurismectomia ed innesto protesico e nella raffia endoaneurismatica della breccia cavale; in 1 solo caso si è resa necessaria la legatura della vena cava. La mortalità perioperatoria è stata di 1 caso (11%): si trattava di 1 dei 4 pazienti con FAC associata a rottura dell’AAA, pertanto la mortalità in questo gruppo è stata del 25%. Non c’è stato nessun decesso tra i pazienti con FAC isolata. Nel postoperatorio si sono manifestati 2 casi di trombosi venosa profonda (TVP) e 2 d’ischemia degli arti inferiori: di questi ultimi, 1 caso si è risolto mediante trombectomia, l’altro ha richiesto un trattamento demolitivo (amputazione di coscia). Nei pazienti che presentavano insufficienza renale ed epato-renale gli indici di funzionalità dell’organo interessato sono rientrati nella norma nel postoperatorio. La mortalità negli aneurismi rotti è stata del 16,6% (8/48), nei rotti tamponati del 8,3% (2/24).
Conclusioni. Il quadro clinico di presentazione di una FAC è per lo più sovrapponibile alla crisi di fissurazione di un AAA. Nella nostra esperienza la mortalità perioperatoria è stata relativamente bassa e limitata ai casi con rottura dell’aneurisma.

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