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ARTICOLI ORIGINALI   

Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 March;9(1):101-14

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Il trattamento delle arterie intercostali nella chirurgia degli aneurismi toraco-addominali

Zanetti P. P., Loddo P.

From the "Heart" Department, Division of Thoracovascular Surgery, “G. Brotzu” Specialised Surgery Hospital - Cagliari


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Obiettivo. Lo scopo del lavoro è quello di esporre le linee guida da noi adottate circa il problema del reimpianto delle arterie intercostali nella prevenzione della paraplegia/paraparesi (P/P) in 94 casi di aneurismi toraco-addominali trattati. Il lavoro riguarda più esattamente 59 casi, essendo stati esclusi 33 casi di tipo IV secondo Crawford, nei quali il problema delle arterie intercostali è di secondaria importanza, e 2 decessi intraoperatori.
Metodi. I pazienti sono stati suddivisi in base alla classificazione di Crawford, alla presenza o meno di tare (ipertensione arteriosa 80% dei casi), alla metodica di protezione usata (Bio-pump, clamp and go, CEC F/F) alla sede del clampaggio prossimale e distale. Circa il trattamento delle arterie intercostali, suddivise in alte (T3-T8) e basse (T9-T12), e le arterie lombari (L1-L4), il nostro atteggiamento è stato adattato caso per caso e le decisioni sono state prese sempre ad aneurisma aperto a seconda del calibro del vaso, della bontà del run-off, della qualità della parete aortica ed infine del regime di urgenza o elezione dell’intervento.
Risultati. Globalmente lamentiamo 6 casi di P/P su 59 pazienti (10,1%). La legatura delle arterie intercostali a livello del tratto T9-T12 (16 casi) è risultata catastrofica con 4 casi di P/P su 6 (66,6%), mentre nei 31 casi di reimpianto nella stessa sede lamentiamo 1 solo caso di P/P. Ininfluente è risultata poi la legatura dei vasi a livello lombare. Statisticamente sono risultati significativi per la comparsa di P/P il tipo I e II secondo Crawford (p=0,002) e la forma dissecativa acuta (p=0,001).
Conclusioni. Il corretto trattamento delle arterie intercostali può significativamente influenzare la percentuale di P/P. In particolare a livello di T3-T8 è ritenuta buona norma reimpiantare 1 o più vasi con la sutura prossimale, per il resto è possibile, tranne casi rari, legare senza pericolo tali arterie. Nel segmento T9-T12 è imperativo il reimpianto delle arterie intercostali, specie se di calibro rilevante e con scarso run-off. Solo pareti aortiche calcifiche o all’inverso fragili a seguito di una dissezione acuta ne autorizzano la legatura. Il comportamento tenuto nel tratto L1-L4 è nella nostra esperienza assolutamente ininfluente. Meritano attenzione le situazioni di ipotensione arteriosa intraoperatoria specie se protratta (≤50-60 mmHg per 20-30 min) in grado di vanificare qualunque metodica di protezione midollare, reimpianto compreso.

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