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STORIA DELLA CHIRURGIA VASCOLARE: I PERSONAGGI, LE TECNICHE, LE INTUIZIONI   

Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 March;7(1):65-80

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Scipione Riva Rocci e lo sfigmomanometro

Argenteri A.

From the Faculty of Vascular Surgery Pavia University, Pavia, Italy


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Il rilevamento della pressione arteriosa con lo sfigmomanometro, atto usuale in ambito medico, è un’acquisizione resa possibile all’intuito di un medico internista poco più che trentenne: Scipione Riva Rocci (1863-1937). Laureatosi all’Univer-sità di Torino e allievo di Carlo Forlanini, inventore del pneumotorace, seguendo l’indirizzo iatromeccanico del Maestro, mette a punto nel 1896 uno sfigmomanometro i cui principi ed i criteri sono rimasti quelli a noi pervenuti. La sua vita accademica si sposta, seguendo il Maestro, all’Università di Pavia e quindi nel ’900 come primario internista all’Ospedale di Varese con insegnamento di pediatria all’Università di Pavia. Muore dopo un prematuro ritiro dall’attività professionale vittima di un’encefalite letargica contratta professionalmente per vivere i suoi ultimi anni sulla riviera ligure dove riposa nel piccolo cimitero di San Michele di Pagana. La sua intuizione, come egli stesso conferma, è frutto delle precedenti esperienze di Ludwig (1816-1873), di Marey (1830-1904), di von Basch (1837-1905). La misurazione con l’apparecchio messo a punto da Riva Rocci si raffinò con la tecnica associata con lo stetoscopio come descritto Korotov nel 1905 ed è rimasta, pur con varie modernizzazioni, quella attualmente impiegata.

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