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REVIEW   

Journal of Radiological Review 2020 November-December;7(6):435-47

DOI: 10.23736/S2723-9284.20.00066-1

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Impiego mezzi di contrasto endovascolari: che cosa il radiologo deve sapere

Antonio ORLACCHIO 1, 2 , Silvia ROMA 3, Emanuele GRASSEDONIO 4, 5, Matteo PASSAMONTI 6, Michele GALLUZZO 7, Laura ROMANINI 8

1 Unit of Radiology, Department of Surgical Sciences, Tor Vergata University Hospital, Tor Vergata University, Rome, Italy; 2 Unit of Emergency Radiology, Policlinico Tor Vergata University Hospital, Rome, Italy; 3 Department of Radiology, F. Spaziani General Hospital, Frosinone, Italy; 4 Department of Biomedicine, Neurosciences and Advanced Diagnostic, Paolo Giaccone University Hospital, University of Palermo, Palermo, Italy; 5 Department of Diagnostic Imaging and Interventional Neurosciences, Paolo Giaccone University Hospital, University of Palermo, Palermo, Italy; 6 Breast Unit, ASST Hospital of Lodi, Lodi, Italy; 7 Department of Emergency Radiology, AO San Camillo Forlanini, Rome, Italy; 8 Department of Radiology, Istituti Ospitalieri, Cremona, Italy


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I mezzi di contrasto (MdC) sono ormai ampiamente utilizzati in diagnostica per immagini grazie alla loro capacità di migliorare l’imaging; vengono considerati farmaci a tutti gli effetti e, come tali, non sono completamente privi di rischi. La responsabilità della somministrazione del MdC è del medico radiologo, il quale è tenuto ad una adeguata conoscenza delle molecole di mezzo di contrasto, delle loro indicazioni e controindicazioni ed è sempre il medico radiologo a fornire il giudizio finale sull’idoneità del paziente ad essere sottoposto a una prestazione radiologica che necessiti la somministrazione di MdC sulla base dell’inquadramento clinico-anamnestico e laboratoristico ritenuto necessario. Questo documento descrive le caratteristiche chimico-fisiche dei MdC ad uso intravascolare ed affronta le principali problematiche correlate alla somministrazione del MdC. Viene trattato il danno renale acuto post-contrastografico (PC-AKI), riassumendone i meccanismi fisiopatologici, indicando le categorie di soggetti a rischio e fornendo indicazioni sulle misure idonee per prevenirlo. Vengono fornite indicazioni riguardo l’utilizzo di MdC in donne in gravidanza e che allattano e riguardo la gestione dello stravaso del MdC. Viene affrontata la problematica riguardante l’accumulo di gadolinio nei tessuti, dalla fibrosi sistemica nefrogenica al deposito di gadolinio nei nuclei della base, valutando anche il rischio di tale condizione in categorie come quella delle donne ad aumentato rischio di cancro della mammella che effettuano screening RM. Lo scopo di tale documento è di fornire al radiologo indicazioni pratiche per gestire al meglio la somministrazione del MdC anche in casi particolari.


KEY WORDS: Mezzi di contrasto; Danno renale; Donne in gravidanza

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