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Journal of Radiological Review 2020 March-April;7(2):137-43

DOI: 10.23736/S2723-9284.20.00255-5

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Embolia cerebrale adiposa endoliquorale: un raro caso post-traumatico

Maurizio COMORETTO 1 , Michela ZUZZI 2, Massimo MASCOLO 3

1 Department of Radiology, San Giorgio Hospital, Pordenone, Italy; 2 Department of Orthopedics, San Giorgio Hospital, Pordenone, Italy; 3 Departmernt of Neurology, San Giorgio Hospital, Pordenone, Italy


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A seguito di eventi traumatici è piuttosto comune il rilascio di frammenti di grasso e di midollo osseo nel letto ematico. Nella maggior parte dei casi, tale condizione risulta asintomatica o causa solo lievi disturbi, ma a volte può determinare una disfunzione multiorgano, la cui gravità varia da lieve a fatale. L’embolia grassosa cerebrale (cerebral fat embolism, CFE) è una forma inusuale della sindrome da embolia grassosa (fat embolism syndrome, FES), caratterizzata da un coinvolgimento embolico unicamente a livello cerebrale, in assenza di un co-interessamento polmonare e cutaneo. Di solito si verifica da 12 a 72 ore dall’evento scatenante, rappresentato principalmente da fratture chiuse plurime alle ossa lunghe degli arti inferiori. Le manifestazioni neurologiche sono principalmente caratterizzate da cefalea, confusione, convulsioni, deficit focale ed alterazione dello stato di coscienza, fino al coma. La diagnosi clinica rappresenta una sfida, poiché i segni ed i sintomi neurologici sono molto variabili ed il più delle volte aspecifici. Il neuroimaging, principalmente la risonanza magnetica (MRI) diviene pertanto un ausilio diagnostico irrinunciabile, consentendo di arrivare ad una diagnosi precoce e sicura. In particolare, la MRI ponderata in diffusione (DW-MRI) può evidenziare un quadro tipico definito a “campo stellato”, legato alla presenza di microinfarti cerebrali con fenomeni di necrosi citotossica. In questo lavoro riportiamo un caso di embolia adiposa endoliquorale cerebrale, avvenuto dopo un evento traumatico con conseguente frattura acetabolare, a nostra conoscenza il primo segnalato in letteratura, che abbiamo correlato ai casi di embolia cerebrale adiposa. Nel caso da noi esposto, la tomografia computerizzata (TC) eseguita in regime d’urgenza ed in condizioni basali è risultata sufficiente per porre diagnosi di embolia endoliquorale. Il quadro è stato confermato successivamente mediante risonanza magnetica.


KEY WORDS: Cervello; Embolia grassosa; Risonanza magnetica; Tomografia computerizzata

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