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Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2019 Novembre-Dicembre;6(6):580-5

DOI: 10.23736/S2283-8376.19.00212-2

Copyright © 2019 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Il referto strutturato nella entero-risonanza magnetica: la nostra esperienza preliminare

Sara ZANARDI 1 , Alberta CAPPELLI 2, Francesca COPPOLA 2, Nunzia CAPOZZI 2, Monica GARATTONI 2, Rita GOLFIERI 2

1 Unit of Radiology, Maggiore Carlo Alberto Pizzardi Hospital, Ausl Bologna, Bologna, Italy; 2 Prof. Golfieri Radiology Unit, Department of Diagnostic and Prevention Medicine, Sant’Orsola-Malpighi Hospital, Bologna, Italy


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In letteratura è ormai ampiamente riconosciuto il ruolo fondamentale del referto radiologico per una corretta gestione dei pazienti. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di introdurre gradualmente il report strutturato (RS) in differenti campi radiologici ed in particolare ne abbiamo valutato l’impiego nella refertazione della entero-tomografia computerizzata (ETC) e della entero-risonanza magnetica (ERM), tecniche di imaging largamente utilizzate nello studio dei pazienti affetti da malattia infiammatoria cronica intestinale e nello specifico nella diagnosi e nel follow-up dei pazienti con morbo di Crohn (MC). Abbiamo deciso di iniziare la validazione del RS proprio in questo settore poiché questo sottogruppo di pazienti va incontro durante la propria vita a numerose indagini e più del 60% dei pazienti affetti da MC viene sottoposto a chirurgia durante la storia naturale della malattia. La prima parte è dedicata all’anamnesi del paziente, includendo storia clinica e chirurgica, sintomatologia recente, analisi di laboratorio e terapie farmacologiche pregresse e in atto. La seconda parte è incentrata sulla preparazione del paziente all’indagine, potendo inserire ad esempio se quest’ultimo è a digiuno e da quante ore. Vengono inoltre riportate le informazioni sulla tecnica di esecuzione, sulla qualità dell’indagine, sul grado e sul metodo di distensione intestinale (ad esempio sull’impiego di 1,5-2 litri di soluzione osmotica (Isocolan®), sull’utilizzo o la motivazione del mancato impiego di farmaci spasmolitici durante la ERM, ed infine le informazioni riguardanti lasomministrazione, velocità e quantità di mezzo di contrasto e.v. impiegato. La terza parte è dedicata al protocollo di ERM utilizzato. Nella sezione successiva, dedicata alla descrizione dei reperti patognomonici di MC, vengono descritti il tipo e l’estensione del tratto patologico, lo spessore della parete ed eventuale stenosi del lume, la presenza di una dilatazione prestenotica, la presenza di edema, di ulcere, di depositi di tessuto adiposo sotto-mucoso e il tipo di impregnazione contrastografica (omogenea o stratificata). L’ultima sezione viene dedicata ad eventuali reperti extra-enterici come l’iperemia del mesentere con imbibizione del tessuto adiposo periviscerale (Comb Sign) o la presenza di linfonodi mesenterici ingranditi ed eventuali reperti collaterali non di pertinenza intestinale (ad esempio raccolte fluide). Infine è possibile allegare le immagini significative per enfatizzare i reperti di rilievo. In conclusione possiamo affermare, in base alla nostra esperienza, che il RS è un valido strumento per i medici radiologi, specialmente se non-dedicati, poiché scoraggia la stesura di referti non mirati al quesito diagnostico. Il RS permette un approccio di lettura più immediato sottolineando le informazioni chiave e facilitando la comunicazione con i clinici e i chirurghi.


KEY WORDS: Morbo di Crohn; Risonanza magnetica; Malattia infiammatoria cronica intestinale

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