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CASO CLINICO   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Settembre-Ottobre;5(5):646-50

DOI: 10.23736/S2283-8376.18.00126-2

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Cisti del canale di Nuck: rara causa di tumefazione inguinale

Matteo MASTROROSATO , Ginevra DANTI, Antonio L. ANNESE, Michele PIETRAGALLA, Patrizia SOTTILI, Vittorio MIELE

SOD Radiodiagnostica di Emergenza Urgenza, Dipartimento dei Servizi, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze, Italia


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Il canale di Nuck è un’estroflessione del peritoneo parietale che nella femmina rappresenta l’equivalente del dotto peritoneo-vaginale maschile. L’idrocele del dotto di Nuck deriva dalla mancata obliterazione distale del dotto peritoneo vaginale mentre la cisti di Nuck origina dalla mancata obliterazione di un tratto del dotto e non comunica con la cavità peritoneale; entrambi possono essere causa di tumefazione a sede inguinale in giovani donne. La diagnosi ecografica di cisti di Nuck è spesso complicata per la rarità: le diagnosi differenziali includono numerose patologie tra cui ernia inguinale, cisti della ghiandola del Bartolini, aneurismi, linfoadenopatie, linfoceli, masse tumorali. L’imaging di risonanza magnetica (RM) permette di caratterizzare la lesione e di escludere altre possibili diagnosi. Infatti, la comunicazione con il peritoneo permette di distinguere l’idrocele dalla cisti di Nuck. Descriviamo il caso di una donna di 46 anni presentatasi presso il nostro dipartimento di Radiologia lamentando da mesi la presenza di una tumefazione palpabile in corrispondenza della branca ileo-pubica sinistra. La paziente è stata sottoposta in prima istanza a esame ecografico della regione inguinale, il quale ha evidenziato una formazione anecogena a morfologia allungata. Successivamente è stata eseguita RM con somministrazione di mezzo di contrasto che ha rilevato una tumefazione a contenuto fluido, iperintensa nella sequenza pesata in T2, a pareti regolari e con lineare impregnazione postcontrastografica. L’espanso si estende per circa 6,5 cm in senso cranio-caudale fino alle grandi labbra e sembra in comunicazione con la cavità peritoneale. A distanza di 5 mesi viene effettuato un controllo ecografico preoperatorio che mostra lieve riduzione dimensionale della formazione.


KEY WORDS: Cysts - Magnetic resonance imaging - Vagina

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