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ARTICOLO ORIGINALE   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Maggio-Giugno;5(3):341-7

DOI: 10.23736/S2283-8376.18.00045-1

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il ruolo dell’ecografia polmonare nel predire il fallimento della ventilazione non invasiva nel distress respiratorio neonatale

Laura GABRIELI 1, Vito ALBEROTANZA 1 , Federica LARICCHIA 1, Mariangela CARBONE 1, Antonio DI MAURO 2, Alberto GAETA 3

1 Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 2 Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, Bari, Italia; 3 Unità Operativa di Radiodiagnostica, Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, Bari, Italia


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OBIETTIVO: Valutare l’accuratezza diagnostica dell’ecografia polmonare nel predire il successo o il fallimento della ventilazione non invasiva ad alto flusso (non-invasive ventilation high-flow therapy, NIV-HFT).
METODI: Sono stati arruolati 28 neonati affetti da forme lievi e moderate di distress respiratorio (score di Silverman-Anderson). Dopo due ore dall’ammissione in Unità di Terapia Intensiva Neonatale, venivano eseguite ecografia polmonare e Rx del torace. Da un punto di vista ecografico, il campione è stato suddiviso in tre gruppi: tipo 1, presenza di polmone interamente bianco (“white lung”) per la presenza di linee B compatte e linee A non visibili; tipo 2, presenza di linee B multiple non compatte che prevalgono ma non cancellano le linee A; tipo 3, quadro normale, con presenza di linee A e assenza di linee B.
RISULTATI: Dei 28 pazienti, 15 hanno presentato un quadro di tipo 1. Per essi è stata posta diagnosi di sindrome da distress respiratorio. Tredici pazienti hanno invece presentato un quadro di tipo 2 o 3 e la diagnosi è stata di tachipnea transitoria del neonato. Undici pazienti su 15 affetti da sindrome da distress respiratorio hanno presentato la necessità di essere sottoposti a terapia con ventilazione invasiva, per gli altri 4 è risultata sufficiente la NIV-HFT. Per i 13 neonati affetti da tachipnea transitoria, non c’è mai stato invece il ricorso alla ventilazione invasiva.
CONCLUSIONI: L’ecografia polmonare è un metodo efficace, rapido e sicuro per la diagnosi ed il follow-up del distress respiratorio dovuto a sindrome e tachipnea transitoria. Presenta una buona capacità di indicare in quali pazienti si avrà fallimento di terapia con NIV.


KEY WORDS: Newborn respiratory distress syndrome - Infant - Ultrasonography - X-ray computed tomography - Noninvasive ventilation

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