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CASO CLINICO   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Marzo-Aprile;5(2):288-92

DOI: 10.23736/S2283-8376.18.00039-6

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Traumatologia pediatrica: la deformazione plastica post-traumatica. Descrizione di un caso e revisione della letteratura

Zairo FERRANTE 1 , Antonio VIZZUSO 2, Fabio PELLEGRINO 2, Tommaso VENTRE 3, Melchiore GIGANTI 2, Stefano TARTARI 1, Giorgio BENEA 1

1 Radiologia Ospedaliera, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, Ferrara, Italia; 2 Scuola di Specializzazione Radiodiagnostica, Università degli Studi di Ferrara, Ferrara, Italia; 3 Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, Ferrara, Italia


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La deformazione plastica post-traumatica o “Bowing fracture” consiste in una stabile deformazione dell’osso in seguito a trauma, che tende ad assumere aspetto arcuato. Può essere considerata come una lesione che precede le fratture “a legno verde”. È tipica dell’età pediatrica poiché l’osso del bambino, in relazione alla sua elevata plasticità, se esposto a forze di compressione può deformarsi senza presentare i tipici segni radiografici di frattura. Infatti, quando una forza longitudinale crescente è applicata ad un osso lungo questo risponde deformandosi in maniera “elastica” - e quindi ritornando subito nelle condizioni di partenza - se lo stress è di breve intensità e durata, invece si deforma in maniera “plastica” - e quindi permanente - per insulti meccanici di intensità e durata maggiori (in questo caso la flessione dell’osso persiste anche al cessare dello stress applicato). Tale lesione, pertanto, deve essere inequivocabilmente considerata come una frattura e trattata come tale. Il grado di deformità è molto variabile e la sua individuazione necessita di un attento esame delle radiografie. Spesso può essere necessario ricorrere allo studio radiografico comparativo della regione contro-laterale sana. In considerazione dell’età dei pazienti e della relativa semplicità, la radiografia convenzionale rappresenta il gold standard, sia per l’identificazione e sia per la gestione clinico-terapeutica di queste lesioni. Altre tecniche di imaging quali US, TC, RM e Scintigrafia possono essere utili, ma solo come metodiche complementari, in casi attentamente selezionati.


KEY WORDS: Traumatology - Musculoskeletal disease - Child

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