Home > Riviste > Journal of Radiological Review > Fascicoli precedenti > Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Marzo-Aprile;5(2) > Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Marzo-Aprile;5(2):196-201

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi
Sottometti un articolo
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Publication history
Estratti
Permessi
Per citare questo articolo

 

ARTICOLO ORIGINALE   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Marzo-Aprile;5(2):196-201

DOI: 10.23736/S2283-8376.18.00023-2

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’embolizzazione prossimale dell’arteria splenica nel paziente politraumatizzato: la volumetria per la quantificazione del parenchima risparmiato

Matteo ARNÒ, Arianna NIVOLLI , Antonio BARILE, Alessandro SERAFINI, Diego IVALDI, Paolo GAZZO

Ospedale Santa Corona, Pietra Ligure, Savona, Italia


PDF


OBIETTIVO: L’embolizzazione prossimale dell’arteria splenica è considerata il trattamento di scelta nelle lesioni spleniche post-traumatiche nei pazienti emodinamicamente stabili. Lo scopo del nostro studio retrospettivo è quello di valutare il risultato e le complicanze dell’embolizzazione prossimale nei pazienti politraumatizzati e di valutare la volumetria nell’imaging TC come strumento per la quantificazione del parenchima vitale.
METODI: Tra il gennaio 2009 e l’agosto 2016, 34 pazienti di età compresa tra 16 e 84 anni sono stati trattati con l’embolizzazione splenica prossimale o combinata prossimale-distale dopo traumatismo chiuso addominale. Sono state trattate lesioni classificate tra il II e il IV grado della scala AAST in pazienti politraumatizzati emodinamicamente stabili o borderline. In tutti i trattamenti è stata preservata l’origine dell’arteria pancreatica magna per mantenere la vascolarizzazione del parenchima splenico mediante collaterali. I materiali embolizzanti utilizzati sono stati spirali, Amplatzer Plug o POD. I pazienti sono stati sottoposti a stretto monitoraggio clinico e strumentale (CEUS e TC). Sono stati analizzati i dati raccolti e i costi. Sono state inoltre calcolate e comparate le volumetrie nelle indagini TC pre- e post-embolizzazione.
RISULTATI: L’intervento ha avuto un successo clinico del 100%, con una mortalità intra- e periprocedurale dello 0%. Sono state osservate solamente 2 complicanze minori (5,89%), trattate con terapia farmacologica. Nessun paziente ha presentato risanguinamento o complicanze maggiori, né ha necessitato di splenectomia post-embolizzazione. Il volume di devascolarizzazione dopo la procedura è stato del 3,05% di cui il 16,9% in relazione al trattamento combinato e solo l’1,1% all’embolizzazione prossimale.
CONCLUSIONI: I risultati del nostro studio dimostrano come l’embolizzazione prossimale dell’arteria splenica non causi una significativa perdita di parenchima. La volumetria del parenchima splenico sembra essere quindi un metodo appropriato per la quantificazione del parenchima residuo vitale.


KEY WORDS: Therapeutic embolization - Spleen - Wounds and injuries - Interventional radiology

inizio pagina