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ARTICOLO ORIGINALE   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Gennaio-Febbraio;5(1):94-100

DOI: 10.23736/S2283-8376.17.00009-2

Copyright © 2017 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

È possibile ridurre il numero di esami istologici intraoperatori del linfonodo sentinella nel carcinoma della mammella?

Ildebrando D'ANGELO 1, Giancarlo POMPEI 2, Cinzia LABRUZZO 3, Francesca IGNATTI 2, Roberta RUSIGNUOLO 4, Rosalia TINAGLIA 1, Giovanna ROMANO 1, Massimo MIDIRI 4

1 Unità di Radiologia, Fondazione G. Giglio di Cefalù, Cefalù, Palermo, Italia; 2 Unità di Anatomia Patologica, Fondazione G. Giglio di Cefalù, Cefalù, Palermo, Italia; 3 Unità di Chirurgia, Fondazione G. Giglio di Cefalù, Cefalù, Palermo, Italia; 4 Istituto di Radiodiagnostica, Università degli Studi di Palermo, Palermo, Italia


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OBIETTIVO: La biopsia del linfonodo sentinella (BLS) è in grado di rivelare un interessamento metastatico linfonodale nei pazienti affetti da carcinoma mammario con ascella clinicamente negativa. L’esame istologico del linfonodo sentinella (LS) può essere eseguito contestualmente all’intervento chirurgico sulla mammella (esame istologico intraoperatorio “estemporaneo”), oppure in maniera differita nel tempo (esame istologico “definitivo”): la diversa tempistica di esecuzione dell’esame comporta differenze importanti sia per quanto riguarda “i tempi e i relativi costi della sala operatoria” che per quanto riguarda la “compliance dei pazienti”. Scopo dello studio è quello di identificare dei parametri biologici ed istologici che possano provvedere ad una diversa stratificazione del rischio di metastatizzazione nel linfonodo sentinella, in modo da poter identificare quei casi in cui poter optare per l’esame istologico in definitivo.
METODI: In maniera retrospettiva sono state valutate 120 pazienti affette da carcinoma mammario con ascella clinicamente negativa e sottoposte tutte negli anni 2010-2014 a BLS con esame istologico intraoperatorio estemporaneo. Per tutte questa pazienti la diagnosi è stata conseguita preoperatoriamente tramite core biopsy sulla lesione principale mammaria, con relativa definizione per ognuna di esse dell’istotipo, delle dimensioni della lesione principale (T), del grading, dello stato recettoriale, dell’indice di proliferazione (Ki 67), dello stato di espressione HER2neu. Sono stati inoltre ulteriormente differenziati in base al numero delle lesioni (unifocalità vs. multifocalità e/o multicentricità) ed in relazione all’età.
RISULTATI: La stratificazione secondo i diversi parametri biologici e istologici presi in considerazione ha permesso l’individuazione di due classi di pazienti con diverso rischio di probabilità di positività dell’esame istologico del LS. Nella classe a bassa probabilità di positività del LS all’esame istologico sono ricaduti 79 casi, con una percentuale di falsi negativi del 13,9%: a questa classe appartengono tutti i casi G1, i G2 con Ki 67 minore o uguale a 30, i casi G3 con Ki 67 minore o uguale a 20. Alla seconda classe, con una probabilità della presenza di metastasi linfonodale nel LS pari a circa il 50% (20/41), sono risultati appartenere i casi G2 con Ki 67 >30, i G3 con Ki 67 >20, tutti i casi ER e PgR negativi, ed i multifocali/multicentrici. Le due classi di rischio non sono risultate dipendere dalle variabili relative all’età, alle dimensioni della lesione tumorale mammaria, e allo stato di espressione dell’HER2/neu.
CONCLUSIONI: L’applicazione di tali criteri avrebbe permesso di evitare l’esame intraoperatorio estemporaneo del linfonodo sentinella in 2/3 dei casi con una sensibile riduzione sia dei tempi operatori che dei costi a fronte di una bassa percentuale di reinterventi (14%).


KEY WORDS: Sentinel lymph node biopsy - Histological techniques - Axilla - Dissection

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