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ARTICOLO ORIGINALE   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Gennaio-Febbraio;5(1):88-93

DOI: 10.23736/S2283-8376.17.00019-5

Copyright © 2017 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Ruolo dell’anisotropia frazionale nell’imaging del tensore di diffusione nella valutazione della patologia degenerativa del disco lombare

Marco PERRI 1, Rosario F. BALZANO 2 , Teresa POPOLIZIO 1, Roberto IZZO 3, Daniela GRASSO 1, Anna SIMEONE 1, Giuseppe GUGLIELMI 1, 2

1 Dipartimento di Radiologia IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo, Foggia, Italia; 2 Dipartimento di Radiologia, Università di Foggia, Foggia, Italia; 3 Dipartimento di Neuroradiologia, Ospedale A. Cardarelli, Napoli, Italia


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OBIETTIVO: Valutare le manifestazioni della patologia degenerativa disco-vertebrale utilizzando il tensore di diffusione (diffusion tensor imaging [DTI]) e confrontandole con quelle documentate dal protocollo risonanza magnetica (RM) standard in accordo alla Nomenclatura e Classificazione della Task Force Americana.
METODI: Settantacinque pazienti (età media 42,3±3.2 SD) composti da 20 volontari sani e 55 con malattia nota degenerativa del disco (16 con protrusioni, 19 con estrusioni e 20 con bulging discale), già precedentemente valutati con un esame RM di colonna lombare, sono stati sottoposti ad indagine RM con un apparecchio Siemens 1,5T. Scansioni assiali DTI sono state ottenute con i seguenti parametri: TR=2000 ms, TE=68.3 ms, spessore di strato =3 mm, matrice=288 x 160, FOV=30 x 30 cm, NEX=16, b value=800 s/mm2 e 30 direzioni di diffusione delle molecole di acqua. Le immagini DTI sono state quindi elaborate con Functool (AW4.3) e sono stati calcolati i valori di anisotropia (fractional anisotropy [FA]); i livelli dei dischi sono stati studiati anche con protocollo standard MR (T2-w FSE e T2-w fat-sat sagittale, T1-w FSE sagittali, T2-w FSE assiale). Due radiologi esperti, in doppio cieco rispetto ai reperti dei precedenti studi RM e alla sintomatologia dei pazienti, hanno analizzato separatamente le immagini FA e quelle del protocollo standard RM, inquadrando prima separatamente e poi con un consenso finale le patologie disco-vertebrali in accordo alle linee guida della Task Force Americana.
RISULTATI: Tutti i 20 volontari sani non hanno mostrato alterazioni significative delle fibre anulus sia nelle immagini FA che con la valutazione del protocollo standard di RM (P>0,01). Dodici dei 20 pazienti con bulging discale valutati con il protocollo standard di RM, hanno mostrato in FA la presenza di fissurazioni dell’anulus fibroso e pertanto sono state inquadrate secondo la Nomenclatura e Classificazione della Task Force Americana come intraannular herniation (P<0.01). Dieci su 19 pazienti, con protrusioni discali valutate su sequenze standard di RM, non hanno mostrato in FA fissurazioni dell’anulus; in totale 6 livelli discali, pertanto sono stati inquadrati meglio successivamente come bulging discale (P<0.01). Tutti i 16 pazienti con ernia del disco hanno mostrato fissurazioni dell’anulus in entrambe le valutazioni rispettivamente utilizzando sequenze del protocollo RM standard o FA (P>0.01).
CONCLUSIONI: DTI può dimostrare in maniera non invasiva l’integrità o la rottura dell’anulus fibroso aggiungendo ulteriori informazioni all’esame RM standard.


KEY WORDS: Anisotropy - Diffusion tensor imaging - Intervertebral disc degeneration

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