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ARTICOLO ORIGINALE   

Il Giornale Italiano di Radiologia Medica 2018 Gennaio-Febbraio;5(1):15-29

DOI: 10.23736/S2283-8376.17.00004-3

Copyright © 2017 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Confronto tra risonanza magnetica whole-body e PET/CT con 18F-FDG nella stadiazione del mieloma multiplo

Francesco SANI 1 , Manuela VERRUSIO 1, Renata TODARO 2, Virginia D'ANDREA 1, Valentina MORINI 1, Giovanna LEONARDI 3, Alessandra CASOLO 4, Roberto MARASCA 3, Pietro TORRICELLI 1

1 Dipartimento di Radiologia, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia; 2 Unità Operativa Complessa di Radiodiagnostica e Radioterapia, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate G. Ingrassia, Università degli Studi di Catania, Catania, Italia; 3 Divisione di Ematologia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia; 4 Dipartimento di Medicina Nucleare, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia


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OBIETTIVO: Obiettivo dello studio era valutare il ruolo della risonanza magnetica whole-body (whole-body magnetic resonance imaging [WB-MRI]) e della tomografia a emissione di positroni/tomografia computerizzata (positron-emission tomography/computed tomography [PET/CT]) con 18-fluorodesossiglucosio (18F-FDG) nell’identificazione delle lesioni ossee di pazienti con nuova diagnosi di mieloma multiplo (MM), nonché nello staging. Le immagini CT per la correzione dell’attenuazione della PET sono state rivalutate, ponendole a confronto con il corrispettivo MRI, al fine di valutare una corrispondenza tra lesioni midollari alla MRI e lesioni litiche alla CT di correzione dell’attenuazione.
METODI: Sono stati valutati retrospettivamente un totale di 14 pazienti con nuova diagnosi di MM, confermata mediante biopsia osteomidollare, tutti sottoposti a WB-MRI e 18F-FDG PET/CT prima dell’inizio dei trattamenti terapeutici. Si sono considerate in entrambe le metodiche solo lesioni focali ossee con diametro minimo di 1 cm.
RISULTATI: Nel nostro studio abbiamo riscontrato una significativa differenza tra il numero totale di lesioni focali rilevate con le due metodiche, in 8 su 14 pazienti la PET/CT non ha identificato un totale di 56 lesioni focali e un’infiltrazione diffusa del rachide in toto. Alla rivalutazione delle immagini CT di correzione dell’attenuazione, si è evidenziato che tutte le lesioni focali superiori a 1 cm identificate in MRI e incluse nel volume di scansione CT, sono identificabili come aree di osteolisi focale alle immagini CT.
CONCLUSIONI: La WB-MRI mostra un’accuratezza superiore a quella della PET/CT nell’identificazione delle lesioni midollari da MM, sia per la caratterizzazione delle lesioni ossee focali che dell’infiltrazione midollare diffusa, se disponibile potrebbe rappresentare la metodica di imaging di prima scelta per l’inquadramento e la stadiazione dei pazienti con nuova diagnosi di MM.


KEY WORDS: Multiple myeloma - Magnetic resonance imaging - Positron-emission tomography/computed tomography

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