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  TERAPIE INTRATIMPANICHE PER I DISORDINI DELL’ORECCHIO INTERNO 

Otorinolaringologia 2010 September;60(3):183-8

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

La gentamicina intratimpanica: suo effetto sull’udito e strategie per minimizzare il danno all’orecchio interno

Citraro L., De Stefano A., Kulamarva G., Dispenza F., Croce A.

1 ENT Istitute, Department of Surgical, Clinical and Experimental Sciences, “G. d’Annunzio” University of Chieti-Pescara Chieti, Italy 2 ENT Clinic, Nayak’s Road, Kasaragod, India 3 Department of Surgical and Oncological Disciplines University of Palermo, Palermo, Italy


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L’iniezione intratimpanica di gentamicina rappresenta il trattamento più semplice e meno invasivo per la Malattia di Menière, rispetto alle altre procedure ablative chimiche e chirurgiche disponibili. Il più importante effetto collaterale di questa terapia è costituito dall’ipoacusia neurosensoriale per lo più sulle frequenze acute. L’ototossicità della gentamicina inizia a livello delle cellule ciliate esterne della coclea e si estende verso l’apice. Essa può coinvolgere anche le cellule ciliate interne. La morte delle cellule ciliate può avvenire per necrosi o apoptosi. Sono stati sviluppati numerosi protocolli per ridurre questa cocleotossicità. Tra questi, i protocolli ibridi (con iniezioni a basse dosi e/o lunghi intervalli di somministrazione) hanno riportato i migliori risultati con buone percentuali di controllo della vertigine e basse percentuali di perdita uditiva. Gli esperimenti animali hanno dimostrato che numerosi farmaci, come i chelanti del ferro, gli antiossidanti e i glucocorticoidi, hanno proprietà otoprotettive; tuttavia sono necessari ulteriori studi per identificare sicure strategie otoprotettive utilizzando questi agenti. Oltre a ciò, gli studi basati su terapie genetiche potrebbero essere la nuova frontiera nel management delle complicanze uditive della terapia intratimpanica con gentamicina nella Malattia di Menière.

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