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CASI CLINICI   

Otorinolaringologia 2005 December;55(4):257-61

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sindrome dell’acquedotto vestibolare largo e ossigeno terapia iperbarica. Caso clinico

Martines F. 1, Di Franco G. 2, Maggio O. 2, Saraniti C. 1, Martines E. 2

1 Unità di Otorinolaringoiatria Dipartimento di Neurologia Oftalmologia, Otorinolaringoiatria e Psichiatria Università degli Studi di Palermo, Palermo 2 Unità di Audiologia Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Legale Università degli Studi di Palermo, Palermo


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La sindrome dell’acquedotto vestibolare largo (large vestibular aqueduct syndrome, LVAS) è caratterizzata da una sordità neurosensoriale progressiva associata a un’anomalia anatomica dell’acquedotto vestibolare, evidenziabile radiologicamente e consistente in un aumento del suo diametro anteroposteriore che, misurato nel punto di mezzo tra la crus comune e la sua apertura esterna in fossa cranica posteriore, deve essere superiore a 1,5 mm.
La terapia, prevalentemente medica, viene impiegata nei casi di insorgenza e/o progressione improvvisa della sordità e si avvale dell’uso di steroidi.
Gli Autori descrivono un caso clinico di sordità improvvisa da LVAS, diagnosticata mediante TC e che, non avendo tratto alcun beneficio dalla terapia medica con steroidi, è stato trattato con discreto successo mediante ossigeno terapia iperbarica (hyperbaric oxygen therapy, HBO).
Gli Autori concludono affermando che l’HBO nel trattamento della LVAS rappresenta una valida alternativa alla terapia medica steroidea nei casi di insuccesso, ma, in associazione, può anche potenziarne i benefici.

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