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  ADATTAMENTO ALLE VESTIBOLOPATIE 

Otorinolaringologia 2005 September;55(3):175-7

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La verticale visiva soggettiva nei deficit vestibolari cronici

Vannucchi P.

Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oto-Neuro-Oftalmologiche Università degli Studi di Firenze, Firenze


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In posizione eretta il giudizio di verticale (Verticale Visiva Soggettiva - VVS) ed orizzontale dipende dall’integrazione degli stimoli provenienti dai sistemi visivo, vestibolare e propriocettivo.
In condizioni normali il sistema visivo svolge il ruolo principale, ma anche dopo la sua esclusione la capacità di orientarsi nello spazio risulta poco compromessa.
Alla presenza di una sofferenza delle vie vestibolari periferiche e/o centrali, la retta indicata dal paziente come perfettamente verticale, può non sovrapporsi alla vera verticale gravitazionale ma essere inclinata verso un lato.
Nella fase acuta i pazienti inclinano la barra (anche oltre i 15°) verso il lato lesionato.
Tale inclinazione tende progressivamente a ridursi tanto che i valori della VVS possono essere utilizzati come studio longitudinale del recupero della funzionalità maculare utricolare dopo un danno labirintico acuto.
In conclusione, pur essendo un argomento molto dibattuto, la VVS è un test semplice ed utile per una valutazione statica dell’andamento del compenso vestibolare in generale ed utricolare in particolare, anche se ancora non conosciamo con precisione quali siano i fattori che influenzano la VVS ed il suo comportamento nel tempo.

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