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Otorinolaringologia 1999 March;49(1):11-5

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Miringoplastica underlay per via transmeatale. Indicazioni e risultati

Albera R., Riontino E., Milano F., Lacilla M., Gervasio C. F., Cavalot A. L., Giordano L., Bussi M., Ferrero V.

Università degli Studi - Torino Dipartimento di Fisiopatologia Clinica II Cattedra di ORL


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Obiettivo. La miringoplastica è una tecnica ormai consolidata di ricostruzione della membrana timpanica che viene condotta mediante posizionamento della fascia al di sopra, overlay, o al di sotto, underlay, dei residui timpanici.
Scopo dello studio è valutare le indicazioni e i risultati della tecnica di miringoplastica transmeatale underlay condotta mediante l’utilizzo di fascia di muscolo temporale autologa o omologa disidratata.
Metodi. Il gruppo di studio era composto da 88 pazienti affetti da perforazione timpanica, soprattutto posteriore, completamente visibile attraverso l’approccio transmeatale. I pazienti sono stati sottoposti a miringoplastica underlay in 23 casi con fascia temporale autologa ed in 65 casi con fascia temporale omologa disidratata. In 16 casi l’intervento è stato condotto in anestesia generale, mentre per tutti gli altri si è proceduto all’intervento in anestesia locale.
Risultati. Nell’81% dei casi abbiamo ottenuto la chiusura della perforazione timpanica con un tempo di guarigione variabile tra i 10 ed i 35 giorni. Dei diversi parametri presi in considerazione soltanto l’età ha mostrato una correlazione con il risultato finale in quanto i soggetti più giovani hanno conseguito i risultati migliori. Dopo la chirurgia il valore medio del gap tra via aerea e ossea a 0,5-1-2-3 KHz è passato da 16 ad 8 dB e nel 76% dei pazienti il gap postoperatorio tra via aerea ed ossea è risultato essere inferiore a 10 dB.
Conclusioni. La miringoplastica underlay per via trans-meatale può quindi essere considerata una tecnica che consente di ottenere la chiusura della membrana timpanica in una percentuale di casi solo lievemente inferiore rispetto a procedure più aggressive. Il basso rischio e le caratteristiche dell'approccio, molto ben accettate dai pazienti, fanno considerare tale intervento di prima scelta nel trattamento di perforazioni timpaniche completamente visibili all’ispezione otomicroscopica.

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