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Otorinolaringologia 1998 September;48(3):135-43

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Esiti di osteoradionecrosi mandibolare. Ricostruzione con lembi rivascolarizzati

Ferrari S., Bianchi B., Sesenna E.

Divisione di Chirurgia Maxillo-Facciale - Parma


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I pazienti trattati per neoplasie maligne di testa e collo che necessitano il ripristino della continuità ossea e dei tessuti molli in una sede precedentemente irradiata presentano diversi problemi per il chirurgo ricostruttivo; tra questi, la presenza di retrazioni cicatriziali dei tessuti molli con spiazzamento dei segmenti mandibolari, l’intensa fibrosi dei muscoli masticatori residui e il deficit di tessuti molli.
L’anestesia intraorale e la xerostomia possono poi ridurre ulteriormente le funzioni complesse del cavo orale.
Inoltre la presenza di tessuti scarsamente vascolarizzati limita la possibilità di eseguire impianti osteointegrati sulla mandibola precedentemente irradiata.
Scopo di questo articolo è descrivere la nostra esperienza con lembi liberi osteocutanei di fibula per la ricostruzione mandibolare in cinque pazienti con esiti di osteoradionecrosi presso la Divisione e Cattedra di Chirurgia dell’Ospedale di Parma dal febbraio 1996 al maggio 1997. Quattro dei cinque lembi trapiantati hanno avuto pieno successo. In un lembo nel decorso postoperatorio si è verificata la necrosi della componente cutanea. In tutti i casi i segmenti ossei si sono consolidati nonostante la mandibola fosse stata sottoposta a trattamento radiante preoperatorio a pieno dosaggio.
I vantaggi nell’utilizzo di lembi ossei rivascolarizzati in tali situazioni sono molteplici; al contrario infatti delle metodiche avascolari, i lembi ossei rivascolarizzati consentono il trapianto di segmenti ossei trofici su tessuti riceventi compromessi e permettono l’utilizzo di cute, grasso sottocutaneo e tessuto muscolare fondamentali per il ripristino dei deficit di tessuti molli intraorali e della cute.

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