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  NEFROLOGIA
XV CONGRESSO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D'AOSTA
(Verbania, 4 ottobre 1997)
 

Minerva Urologica e Nefrologica 1999 June;51(2):89-94

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sindrome nefrosica refrattaria alla terapia convenzionale

Ragazzoni E. 1, Agliata S. 1, Airoldi G. 1, Fortina F. 1, Sacco A. 1, Schweiger K. 1, Tommasini G. 2, Cavagnino A. 1

1 Ospedale - Borgomanero, Divisione di Nefrologia e Dialisi 2 Ospedale Maggiore - Novara, Laboratorio Analisi


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Obiettivo. Il farmaco di prima scelta nel trattamento della Sindrome Nefrosica (SN) è il prednisone eventualmente associato a farmaci immunosoppressori (ciclofosfamide o clorambucile) in caso di SN resistente alla terapia cortisonica o con frequenti recidive. Recentemente è stato proposto l’uso della ciclosporina (CyA) per il suo effetto inibitorio sulla liberazione di IL2 e linfochine con effetto vasopermeabilizzante sulla membrana glomerulare.
Scopo del presente studio è stato quello di valutare l’efficacia antiproteinurica della CyA in pazienti affetti da SN refrattaria alla terapia convenzionale.
Metodi. Sono stati trattati sei pazienti (3 femmine e 3 maschi) con CyA (4±0,5 mg/kg/die) associata a basse dosi di corticosteroide.
Risultati. In corso di trattamento la proteinuria si è ridotta a meno di 1/3 dei valori pre-trattamento in 5 pazienti, già a partire dal II mese di terapia in 4 paziente, dal XII mese di terapia per il V paziente. Il VI paziente presenta una riduzione pari a 2/3 di quella iniziale ed è al 3° mese di terapia.
Durante il trattamento con CyA si è osservata oltre alla riduzione della proteinuria, un incremento dei valori di protidemia totale, una riduzione della colesterolemia e della trigliceridemia, mentre la creatinina e la PA non hanno subito modificazioni.
Conclusioni. Dei sei pazienti trattatti 4 sono attualmente in terapia rispettivamente con 2,3,12,30 mesi di trattamento. Due pazienti hanno interrotto la terapia con CyA: uno dopo 18 mesi per stabilizzazione del quadro clinico, tutt’ora presente dopo 2 anni dalla sospensione; una paziente dopo 9 mesi, con quadro clinico stabile da soli 3 mesi, per volontà della paziente perchè desiderosa di una gravidanza, ottenendo una rapida recidiva della proteinuria.

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