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  NEFROLOGIA
XV CONGRESSO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D'AOSTA
(Verbania, 4 ottobre 1997)
 

Minerva Urologica e Nefrologica 1999 June;51(2):79-83

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Conversione a neoral in pazienti con trapianto renale stabile (Studio retrospettivo)

Odone P., Iberti M.

UOA Nefrologia e Dialisi, Azienda Ospedaliera Nazionale «SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo» di Alessandria


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Obiettivo. Obiettivo di questa indagine retrospettiva, condotta su pazienti con trapianto renale stabile, è stato di verificare «sul campo» se la conversione da sandimmun a neoral abbia comportato una riduzione della variabilità della ciclosporinemia. Lo studio è stato condotto in 153 pazienti, provenienti da 16 centri piemontesi, per un periodo di osservazione di 13 mesi ciascuno. Per l’elaborazione sono stati utilizzati i dati dei controlli previsti in Piemonte per il follow-up dei trapianti di rene.
Risultati. Il coefficiente di variazione medio della ciclosporinemia (CV%) post-conversione è risultato lievemente inferiore al CV% pre-conversione (22% vs 24%; p = 0,054). Scomponendo però i pazienti in sottogruppi si è osservato, che solo i soggetti che in sandimmun avevano un CV% elevato (30%), corrispondenti al 23% della popolazione, hanno mostrato in neoral una maggiore stabilità, mentre coloro che già in Sandimmun presentavano una discreta stabilità (CV% 20%), il 45% della popolazione, hanno evidenziato in neoral un peggioramento del CV% nel 42% dei casi. Il restante 32% dei soggetti ha tenuto un comportamento intermedio.
Conclusioni. In conclusione questo studio ha dimostrato che la conversione a neoral è sicuramente indicata nei soggetti che in sandimmun presentano una elevata variabilità dei livelli di ciclosporinemia. Nei soggetti a bassa variabilità essa è invece da considerarsi, anche a causa del costo aggiuntivo che comporta, non vantaggiosa. Per i soggetti a variabilità intermedia dovranno essere gli studi in corso sulla sopravvivenza del trapianto con le due formulazioni a indicare o meno l’utilità della conversione .

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