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REVIEW   

Minerva Urologica e Nefrologica 2013 September;65(3):217-23

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Statine nei pazienti con nefropatia cronica: nuove evidenze

Savino M., Garofalo C., De Paris V., Michini C., Pirro L., Palmisano R., Provenzano M., Minutolo R., Conte G., De Nicola L.

Nephrology, Seconda Università di Napoli, Naples, Italy


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La dislipidemia rappresenta un’alterazione metabolica comune nella nefropatia cronica (chronic kidney disease, CKD) Le alterazioni possono differire a seconda dello stadio della malattia e del grado di proteinuria. Nonostante l’elevato rischio cardiovascolare nei pazienti con insufficienza renale, solo una piccola percentuale di essi riceve un’adeguata terapia ipocolesterolemizzante. L’utilizzo delle statine, inibitrici della sintesi endogena di colesterolo in pazienti con CKD, rappresenta un efficace strumento terapeutico per ridurre il rischio cardiovascolare, perlomeno nello stadio iniziale della malattia. Tale evidenza è attualmente assente per la dialisi, un contesto dove la mortalità cardiovascolare non è sempre dovuta alla classica aterosclerosi. Oltre alla loro efficacia, le statine si sono dimostrate sicure e con un elevato profilo di tollerabilità nella nefropatia cronica. Nel caso di pazienti intolleranti, una nuova prospettiva terapeutica è rappresentata da ezetimibe, un inibitore dell’assorbimento intestinale del colesterolo, la cui efficacia e tollerabilità permettono di utilizzarlo in tutti gli stadi della nefropatia.

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