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REVIEW   

Minerva Urologica e Nefrologica 2006 June;58(2):171-80

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Opzioni anticoagulanti per l’emodialisi intermittente

Davenport A.

University College London Centre for Nephrology Royal Free Hospital, London, UK


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L’anticoagulazione del circuito dialitico extracorporeo rappresenta uno dei principali problemi che ritardano lo sviluppo dell’emodialisi intermittente cronica e attualmente l’anticoagulazione fa parte della normale routine della pratica clinica. L’inizio della coagulazione nel circuito emodialitico extracorporeo rappresenta una manifestazione di bioincompatibilità, dovuta all’attivazione dei leucociti, delle piastrine e delle cascate della coagulazione, piuttosto che al semplice contatto delle proteine della cascata intrinseca della coagulazione con la superficie del sistema dialitico, con i tubi plastici che portano all’attivazione della cascata coagulativa da contatto.
Sebbene l’eparina ultrafrazionata rimanga l’anticoagulante più utilizzato in tutto il mondo, l’eparina a basso peso molecolare offre il vantaggio di avere una farmacocinetica più affidabile, consentendo l’utilizzo di un semplice, singolo, bolo, con minor influenza sulla dialisi e, forse più importante, provocando in misura minore osteoporosi, iperpotassiemia e anormalità del profilo lipoproteico. Sebbene siano disponibili anticoagulanti ad azione regionale, che hanno il vantaggio di ridurre il rischio di emorragia, essi hanno un costo proibitivo o necessitano soluzioni complesse di somministrazione quali quelle con citrato.
Sfortunatamente, l’incidenza della trombocitopenia immunomediata dall’eparina sembra essere in aumento, e in questi casi i pazienti devono essere sottoposti ad anticoagulazione sistemica, con gli inibitori diretti della trombina e/o gli eparinoidi per prevenire la trombosi.

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