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Minerva Urologica e Nefrologica 2004 December;56(4):359-65

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Inserzione percutanea di cateteri permanenti per dialisi peritoneale nella corsia nefrologica. La sliding technique

Basile B., De Padova F., Parisi A., Montanaro A., Giordano R.

Division of Nephrology, District Hospital, Martina Franca, Taranto (Italy)


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Obiettivo. Un prerequisito al successo tecnico della dialisi peritoneale è un catetere affidabile, funzionante, posizionato correttamente. Il metodo ideale per l’inserzione dei cateteri permanenti (CP) resta in discussione. La tecnica più comunemente usata è un approccio chirurgico mediante minilaparatomia. Altri hanno proposto sia un approccio “cieco” usando il metodo del trocar o una tecnica di Seldinger modificata, ovvero un’inserzione mediante peritoneoscopio.
Metodi. Descriviamo la nostra esperienza in 5 anni (maggio 1997-giugno 2002) di inserzione percutanea di 68 cateteri in 63 pazienti consecutivi. Fu usata una tecnica modificata di inserzione percutanea di CP che noi abbiamo chiamato sliding percutaneous technique (SPT): 1) una piccola incisione è fatta 4 cm sotto l’ombelico; il peritoneo è perforato usando un catetere di plastica rigido munito di stiletto. Esso viene spinto caudalmente verso la fossa iliaca sinistra; 2) uno stiletto rettilineo, rigido di 90 cm è inserito attraverso il catetere temporaneo di plastica che viene successivamente rimosso. Lo stiletto ha 2 estremità, quella prossimale, a punta smussa, che viene diretta attraverso il catetere verso la fossa iliaca, e quella distale; 3) con lo stiletto in situ, un CP a doppia cuffia, curled, viene calzato a partire dall’estremità distale della guida e fatto scivolare lungo di esso, come un treno fa sui binari. La perdita del catetere fu definita come disfunzione meccanica, persistente leakage, peritonite o infezione dell’exit site/tunnel richiedenti la rimozione del catetere. Inoltre, la perdita del CP fu definita precoce, se avvenuta nei primi 30 giorni dopo il posizionamento, o tardiva, se avvenuta più di 30 giorni dopo l’inserzione. Le curve di sopravvivenza del CP furono determinate con l’analisi di Kaplan-Meier.
Risultati. Complicazioni precoci: nel 1° mese di dialisi, la disfunzione meccanica fu la causa più frequente di perdita del CP. La sopravvivenza attuariale (AS) precoce fu del 90%. Complicazioni tardive: le peritoniti furono la più frequente causa di perdita del CP. La AS tardiva, escludendo la perdita del CP nel 1° mese dopo l’inserzione, fu dell’82% a 3 anni.
La AS globale, includendo sia le complicanze precoci che quelle tardive, fu eccellente (74% a 3 anni).
Conclusioni. Sebbene questo studio sia retrospettivo e non compari la tecnica di inserzione percutanea con quella chirurgica, esso permette di affermare che l’inserzione percutanea dei CP è compiuta rapidamente in corsia, è ben tollerata e fornisce risultati eccellenti, in particolar modo la SPT adottata nella nostra Unità.

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