Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 2002 June;54(2) > Minerva Urologica e Nefrologica 2002 June;54(2):107-11

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi PROMO
Sottometti un articolo
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Estratti
Permessi

 

ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Urologica e Nefrologica 2002 June;54(2):107-11

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il trattamento delle complicanze nella chirurgia dell’ipospadia: nuove prospettive

Cigna R. M., Chiaramonte C., Italiano F., Cataliotti F.

Università degli Studi - Palermo Istituto Materno-Infantile Clinica Chirurgica Pediatrica


PDF


Obiettivo. Il miglioramento delle tecniche operatorie e l’esperienza maturata in questi anni hanno consentito di ottimizzare i risultati del trattamento chirurgico delle ipospadie riducendo la comparsa di complicanze soprattutto nelle forme più distali (1-5%). Nelle forme prossimali e nelle forme complesse tuttavia la chirurgia delle ipospadie è gravata ancora da insuccessi (15%-57%). L’intervento chirurgico è discrezionale nel caso di complicanze minori; le complicanze maggiori (fistole, stenosi, deiscenze, persistenza di incurvamento) impongono di reintervenire chirurgicamente. La ricerca mira alla identificazione delle soluzioni tecniche più idonee ed al ritrovamento di un sostituto uretrale ideale, poiché ciascuno dei tessuti finora utilizzati presenta svantaggi e limiti.
Metodi. Presso la Clinica Chirurgica Pediatrica sono stati trattati in seguito a complicanze 25 dei 177 pazienti sottoposti ad intervento di uretroplastica dal 1994 al 1998. Sono stati inoltre sottoposti a reintervento chirurgico 9 pazienti già operati in altra sede. Nei reinterventi, ove non è stato possibile reperire tessuto locale, sono stati utilizzati lembi liberi di mucosa vescicale, lembi di mucosa buccale o lembi liberi o vascolarizzati di vaginale del testicolo.
Risultati. Ad un follow up di 3-6 anni i risultati sono stati buoni sia dal punto di vista funzionale che estetico. Solo in tre casi si è avuta la ricomparsa di una fistola uretrale ed è stato necessario un reintervento per il quale è stata utilizzata la tunica vaginale del testicolo come wrap.
Conclusioni. Per quanto riguarda l’utilizzazione di lembi prelevati da altre sedi, l’uso della vaginale del testicolo, tecnica di recente utilizzazione, rappresenta una valida alternativa, soprattutto nel caso di numerosi reinterventi.

inizio pagina