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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Urologica e Nefrologica 1998 June;50(2):121-5

Copyright © 1998 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Trapianto renale da vivente. L’esperienza del Centro di Parma

Tondo S., Capocasale E., D’Errico G., Viola G., Botta G. C.

Università degli Studi - Parma, Istituto di Clinica Chirurgica Generale e dei Trapianti d’Organo


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Introduzione. La scarsa disponibilità di organi e gli eccellenti risultati ottenuti con il trapianto da vivente, legati fondamentalmente al miglior grado di compatibilità tra donatore e ricevente, al breve periodo di conservazione dell’organo e alla possibilità di scegliere il «timig» chirurgico ideale, autorizzano, a nostro avviso dal punto di vista clinico ed etico-morale, l’utilizzo del donatore vivente.
Metodi. Tra l’aprile 1986 e il dicembre 1996 sono stati eseguiti 406 trapianti renali di cui 10 da vivente. Lo screening preliminare è consistito in un’accurata valutazione clinico-immunologica atta a verificare l’entità del rischio operatorio, la buona compatibilità con il ricevente e la perfetta funzionalità renale bilaterale.
Risultati. Nei 10 donatori utilizzati non abbiamo osservato alcuna mortalità e morbilità postoperatoria, alterazioni della funzionalità renale, né la comparsa di ipertensione e/o proteinuria sia nell’immediato postoperatorio che a distanza. La sopravvivenza dell’organo e del paziente (follow-up compreso tra 2 e 54 mesi, media 25 mesi) è stata del 100%.
Conclusioni. Riteniamo pertanto che il trapianto da vivente costituisca una valida opzione terapeutica nel paziente uremico. Tale atto terapeutico deve essere effettuato nel rigoroso rispetto dei principi etico-morali e legislativi e non può prescindere da un’accurata selezione clinica che minimizzi i rischi della donazione e garantisca il massimo beneficio al ricevente. È comunque auspicabile che ulteriori miglioramenti della terapia immunodepressiva, ma soprattutto un congruo aumento dei trapianti da cadavere, rendano superflua la donazione da vivente che menoma comunque un individuo perfettamente sano.

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