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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Chirurgica 2003 August;58(4):557-62

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La chirurgia endoscopica sottofasciale delle perforanti. La nostra esperienza

Costante F., Panero D., Lanati I., Giordano O.


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Obiettivo. Abbiamo voluto riportare la nostra esperienza nel trattamento endoscopico della insufficienza venosa cronica associata ad incompetenza dei vasi perforanti.
Metodi. Presso la nostra Unità Operativa di Chirurgia Generale dell'Ospedale SS. Trinità di Fossano (CN), ASL 17, abbiamo trattato, nell'arco di 1 anno, circa 400 casi di insufficienza venosa cronica, classificati con i nuovi criteri CEAP; riservando a 47 di questi, compresi tra C2 e C6, il trattamento endoscopico dei vasi perforanti insufficienti, che sostenevano lesioni ulcerative trofiche persistenti o recidivanti, associandolo per 30 di essi a safenectomia radicale interna.
Risultati. I risultati sono rivalutati a 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1 mese, ottenendo in 35 pazienti come esito la guarigione della lesione trofica già a 5 settimane; il netto miglioramento clinico e anche qualitativo della vita in 10 di essi, e fallendo la terapia in 2 casi. Fino ad oggi non abbiamo assistito alla recidiva in nessuno dei casi trattati con buon esito, inoltre a fronte di un migliorato trofismo cutaneo abbiamo notato la persistenza delle lesioni discromiche in 40 dei pazienti sottoposti a trattamento SEPS.
Conclusioni. Confrontando la nostra esperienza con quella dei numerosi Autori, abbiamo tratto come conclusione che la SEPS, sicuramente rappresenta un'efficace metodica chirurgica nella terapia dell'insufficienza venosa cronica con vene perforanti incompetenti; pur tuttavia rimane difficile stabilire il reale ruolo svolto dalla SEPS, nei casi di terapia associata a safenectomia. A fronte di questo, riteniamo che la SEPS debba essere considerata un «completamento» terapeutico inserito in un quadro di trattamento più ampio.

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