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REVIEW   

Minerva Stomatologica 2014 January-February;63(1-2):7-34

Copyright © 2014 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Chirurgia piezoelettrica in odontoiatria: revisione della letteratura

Carini F. 1, 2, Saggese V. 1, 2, Porcaro G. 1, 2, Baldoni M. 1, 2

1 Ospedale San Gerardo, Monza, Italy; 2 Università di Milano-Bicocca, Monza, Italy


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Negli ultimi dieci anni è stato osservato un numero crescente di pubblicazioni riguardanti la chirurgia ossea piezoelettrica. Scopo di questa revisione della letteratura è definire lo stato dell’arte ed effettuare un confronto tra dispositivi piezoelettrici e tecniche manuali e rotanti tradizionali, analizzando vantaggi e svantaggi sia dal punto di vista clinico che istologico per diverse procedure odontoiatriche. La revisione della letteratura è stata condotta mediante consultazione di due tra le maggiori banche dati on-line in ambito medico: MEDLINE a COCHRANE LIBRARY. Gli autori hanno selezionato 37 pubblicazioni di pertinenza odontoiatrica e coerenti con i criteri di inclusione stabiliti. Dal punto di vista clinico, l’analisi delle pubblicazioni selezionate, riguardanti procedure come il rialzo di seno mascellare, l’espansione di cresta alveolare, i prelievi di osso autologo, etc, ha evidenziato il minor traumatismo chirurgico, soprattutto dei tessuti molli e nervosi, la microinvasività, la precisione e selettività di taglio e la velocità d’apprendimento degli strumenti piezoelettrici rispetto a quelli tradizionali. Istologicamente, invece, lo studio della biologia e guarigione del tessuto osseo post-intervento ha mostrato una minor perdita ossea dei dispositivi piezoelettrici rispetto alle frese diamantate, così come una miglior qualità di guarigione mediante riduzione della morbilità postintervento. L’utilizzo del dispositivo piezoelettrico sembra quindi semplificare le diverse procedure chirurgiche di rialzo del seno mascellare e consentirne una maggiore predicibilità, sebbene alcuni studi evidenzino l’assenza di sostanziali differenze nel confronto dei risultati a lungo termine tra l’utilizzo di strumenti rotanti convenzionali e il dispositivo piezoelettrico e ne critichino l’allungamento del timing operatorio.

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