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Minerva Stomatologica 2013 January-February;62(1-2):3-16

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Innesti ossei di ala iliaca autologa ed omologa fresh-frozen in chirurgia ricostruttiva delle ossa mascellari: confronto istologico e istomorfometrico

Chiapasco M. 1, Giammattei M. 1, 2, Carmagnola D. 2, Autelitano L. 3, Rabbiosi D. 3, Dellavia C. 2

1 Unit of Oral Surgery, Department of Health Sciences, AO San Paolo, University of Milan, Milan, Italy; 2 Department of Biomedical, Surgical and Dental Sciences, University of Milan, Milan, Italy; 3 Unit of Maxillo-Facial Surgery, Department of Health Sciences, AO San Paolo, University of Milan, Milan, Italy


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Obiettivo. Confrontare istologicamente e istomorfometricamente l’integrazione di innesti ossei cortico-spongiosi in blocco di ala iliaca autologa ed omologa congelata (FBB, fresh-frozen bone) in chirurgia ricostruttiva pre-implantare dei mascellari.
Metodi. Dodici pazienti con siti alveolari edentuli e atrofici che richiedevano riabilitazione protesica su impianti sono stati sottoposti a ricostruzione con ala iliaca omologa (gruppo A, 6 pazienti) o ala iliaca autologa (gruppo B, 6 pazienti). Quattro-nove mesi più tardi sono stati inseriti gli impianti ed eseguite biopsie ossee per l’analisi istologica e istomorfometrica.
Risultati: il decorso postoperatorio è stato regolare in tutti i pazienti del gruppo B ed in tutti eccetto uno del gruppo A. Si sono verificate complicanze tardive in 5 pazienti del gruppo A, tuttavia è sempre stato possibile inserire impianti. I campioni del gruppo A mostravano osso vascolarizzato, cellule staminali osteoprogenitrici, segni di rimodellamento osseo e sporadiche aree di osso necrotico. Nel gruppo B l’osso presentava fronti di riassorbimento e neoapposizione e segni di rimodellamento. L’analisi istomorfometrica ha rivelato nel gruppo A il 24,7±14,7% di osso lamellare, il 28,4±13,3% di osso neoformato e il 46.9% ±16.9% di spazi midollari; nel gruppo B i valori corrispondenti erano 25,3±15,3%, 22,9±11,0% 51,7±15,7% (differenze tra gruppi statisticamente non significative, Wilcoxon test, P>0,05).
Conclusioni. Non si sono osservate differenze significative tra i campioni dei due gruppi. Sono necessari studi con più pazienti e maggiore follow-up per confermare che gli allotrapianti rappresentino una alternativa affidabile agli autotrapianti.

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