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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Stomatologica 2011 September;60(9):435-41

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Litiasi salivare in età pediatrica caratteristiche distintive nell’imaging radiologico

Salerno S. 1, Giordano J. 1, La Tona G. 1, De Grazia E. 2, Barresi B. 3, Lo Casto A. 1

1 Department of Radiological Sciences, Policlinic University Hospital, University of Palermo, Palermo, Italy 2 Operative Unit of Pediatric Surgery, Child Mother Department, Policlinic University Hospital, University of Palermo, Palermo, Italy 3 Operative Unit of Ear, Nose and Throat, Termini Imerese Cimino Hospital, Palermo, Azienda Sanitaria Provinciale Palermo, Palermo, Italy


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Obiettivo. Scopo del seguente lavoro è stato quello di ricercare le caratteristiche all’imaging in una popolazione pediatrica, cercando di determinare le differenze fra questa e la popolazione adulta.
Metodi. Ventinove pazienti in età pediatrica (età 1-17 anni) con dolore e gonfiore postprandiale e/o con secrezioni purulente in sede ghiandolare salivare sono stati inviati dopo visita specialista otorinolaringoiatrica al Dipartimento di Radiologia. Tutti I pazienti sono stati sottoposti ad esame ecografico delle ghiandole salivari maggiori. La TCMD è stata effettuata in 2/6 pazienti, 2/6 pazienti sono stati sottoposti sia a TCMD che scialografia per reperti TC in conclusivi, 2/6 pazienti hanno effettuato solamente la scialografia.
I calcoli sono stati classificati in base alla localizzazione e dimensioni.
Risultati. In 6 su 29 pazienti (4 maschi e 2 femmine, età 1-17 anni) sono stati evidenziati calcoli salivari. Cinque su 6 pazienti presentavano litiasi sottomandibolare, mentre 1/6 litiasi parotidea. In tutti i casi di litiasi ad eccezione di uno di litiasi multipla, erano localizzati in sede distale al dotto principale.
Conclusioni. Le caratteristiche all’imaging dei calcoli salivari differiscono per alcuni aspetti nella popolazione pediatrica rispetto all’adulta. Infatti le dimensioni sono solitamente minori e la localizzazione è più frequentemente distale al dotto salivare principale, ciò rende la cannulazione durante la scialografia più difficoltosa e richiede durante la MDCT uno spessore di strato più sottile.

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