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REVIEW   

Minerva Stomatologica 2004 May;53(5):191-206

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Innesti autologhi ed eterologhi nella rigenerazione ossea: revisione della letteratura

Simion M., Fontana F.


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Scopo di quest''articolo è approfondire l''argomento relativo a 2 gruppi di materiali d''innesto ampiamente utilizzati nelle tecniche di rigenerazione ossea in odontoiatria: gli innesti ossei autologhi ed eterologhi.
Un adeguato volume osseo sia in senso qualitativo sia in senso quantitativo è una condizione fondamentale per la predicibilità a lungo termine dell''implantologia osteointegrata.
L''introduzione di numerose procedure chirurgiche e la fervida ricerca nel campo dei biomateriali hanno aumentato sempre più la possibilità di influenzare la crescita ossea, fornendo al clinico nuovi strumenti per fronteggiare situazioni e deficit sempre più complessi.
Nell''ultimo decennio la richiesta di interventi di rigenerazione ossea è sempre maggiore a fronte di necessità funzionali ed estetiche.
L''innesto d''osso autologo è considerato il gold standard per tutte le procedure di rigenerazione ossea e parodontale, essendo dotato dei 3 requisiti fondamentali per la rigenerazione ossea: è ostegenetico, osteoinduttivo e osteoconduttivo. La scelta della zona di prelievo dell''innesto autologo si può indirizzare in 2 direzione distinte: siti donatori intraorali ed extraorali.
Sito donatori intraorali sono la sinfisi mentoniera, il ramo della mandibola e la tuberosità del mascellare. Siti donatori extraorali sono la cresta iliaca, la teca cranica e la metafisi tibiale.
L''innesto di osso eterologo è l''innesto di tessuto osseo ottenuto da un donatore di un''altra specie.
Questi materiali naturali grazie alle loro caratteristiche chimico-fisiche simili al tessuto osseo umano dimostrano notevoli proprietà osteoconduttive.

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