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Minerva Stomatologica 2001 November-December;50(11-12):373-80

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’uso delle lamine di PTFE nelle fratture del pavimento orbitario

Cozzolino A., Piane R., Passali G. C., Ruggiero G.


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Obiettivo. Per la sua costituzione e posizione anatomica, il complesso orbitomalare risulta essere al terzo posto per la frequenza delle fratture rispetto agli altri distretti scheletrici.
Poiché sino ad oggi sono stati sperimentati numerosi materiali che presentano alcuni vantaggi ma anche svantaggi per la ricostruzione del pavimento orbitario, abbiamo ritenuto opportuno sperimentare un materiale biocompatibile, di facile malleabilità, dotato di stabilità chimica ed elasticità quale le membrane di PTFE.
Metodi. Abbiamo studiato 40 casi di fratture del complesso orbitomalare che presentavano prolasso di vario grado del contenuto orbitario nel seno mascellare. Di questi casi di ambo i sessi 14 presentavano fratture isolate, 20 fratture complesse e 6 politraumatizzati, di età compresa tra i 19 e i 70 anni. In tutti i casi è stato effettuato prima e dopo l'intervento e a 6 mesi di distanza, l'esame clinico e l'esame ortottico mediante lo schermo di Hess Lancaster, il Test della trazione forzata, la TC sia nella proiezione assiale che in quella coronale. L'approccio chirurgico e la metodologia di applicazione della lamina di PTFE è sempre stato lo stesso per tutti i pazienti.
Risultati. I pavimenti orbitari trattati in tal modo hanno avuto un'ottima ed immediata ripresa funzionale; non è stata mai riscontrata alcuna reazione infiammatoria né immediata né dopo un follow-up di due anni.
Conclusioni. In conclusione, i risultati ottenuti sono stati soddisfacenti ed hanno evidenziato i numerosi vantaggi clinici e pratici delle membrane di PTFE quali l'estrema biocompatibilità e la maneggevolezza, la duttilità ed il basso costo.

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