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Minerva Psichiatrica 2000 June;41(2):77-84

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Colesterolo ed attività serotoninergica centrale nel parasuicidio e nella depressione

Sarchiapone M., Camardese G., Roy A., Capitani S., Della Casa S., Carli V., Satta M. A., De Risio S.


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Obiettivo. Una ridotta risposta di PRL e cortisolo dopo d-fenfluramina, e dunque un ridotto tono serotoninergico, sono stati riportati in pazienti depressi e/o con tentativo di suicidio. Una correlazione tra ridotta colesterolemia e comportamento suicidario è inoltre emersa in questi ultimi anni inducendo alcuni studiosi ad ipotizzare che tale alterazione fosse alla base della ridotta trasmissione serotoninergica in questi pazienti. Scopo del nostro studio è stato di indagare la correlazione tra colesterolo e attività serotoninergica centrale in pazienti con depressione e/o parasuicidio.
Metodi. Hanno partecipato allo studio 18 soggetti, 12 pazienti (8 donne e 4 uomini, età media 44,6±15,4) e 6 controlli (4 donne e 2 uomini, età media 39,1±9,5). Entro le 24 ore dal gesto suicidario è stato effettuato il test di stimolazione con d-fenfluramina ed è stato prelevato un campione di sangue per la valutazione dei parametri ematochimici.
Risultati. Il colesterolo plasmatico totale (159,3±26,8 mg/dl vs 239,7‹20,4 mg/dl; p<0,001) e l'HDL-C (46,2±5,0 mg/dl vs 84,5±16,3 mg/dl; p<0,01) si sono rivelati più bassi nei pazienti che avevano tentato il suicidio. I picchi di prolattina e cortisolo dopo d-fenfluramina non sono apparsi però correlati al colesterolo totale, né alle sue frazioni, né ai trigliceridi; sono apparsi invece correlati alla severità della sintomatologia depressiva.
Conclusioni. In conclusione le alterazioni del metabolismo lipidico sono apparse correlate all'ideazione suicidaria ed alla riduzione del peso corporeo mentre il ridotto tono serotoninergico è apparso correlato maggiormente alla severità della depressione ed all'agitazione dei pazienti studiati.

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