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REVIEW   

Minerva Psichiatrica 2005 March;46(1):13-28

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Trattamenti farmacologici, psicoterapeutici e di riabilitazione nei disturbi del comportamento alimentare

Fassino S., Abbate Daga G., Mondelli V., Levi M., Pierò A., Amianto F., Leombruni P.


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Data l'alta incidenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) nei Paesi occidentali, numerose ricerche si sono focalizzate sulla necessità di individuare trattamenti efficaci per la cura di queste condizioni psicopatologiche. Lo scopo di questa review è presentare i diversi approcci per il trattamento dei DCA proposti dalla letteratura. Per tutti i DCA è necessario un approccio multidisciplinare in risposta alla patogenesi multifattoriale di tali disturbi.
Non esistono al momento opzioni farmacologiche risolutive relative al trattamento dell'anoressia nervosa (AN), nonostante sia promettente l'utilizzo dei nuovi antipsicotici. I trattamenti più efficaci per l'AN sono rappresentati dalla psicoterapia individuale cognitiva o psicodinamica e dalla terapia familiare.
Per la bulimia nervosa (BN) gli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (selective serotonin re-uptake inhibitors, SSRI) rappresentano un'efficace opzione di trattamento e il recente studio dell'uso di agenti anticonvulsivanti potrebbe fornire un'ulteriore scelta terapeutica. Per quanto riguarda l'aspetto psicoterapeutico, il trattamento di scelta è rappresentato dalla terapia cognitivo comportamentale, nonostante la presenza di altri approcci psicoterapeutici efficaci nella BN.
Nel disturbo da alimentazione incontrollata sono stati effettuati ancora pochi studi. I risultati preliminari evidenziano, comunque, una buona efficacia degli SSRI e delle terapie cognitivo comportamentali.
In considerazione della cronicità e della complessità di questi disturbi, è inoltre discusso il problema delle terapie riabilitative, che hanno finora richiamato poca attenzione da parte della letteratura internazionale.
In conclusione sono richiesti nuovi studi multicentrici randomizzati controllati su campioni numerosi di pazienti affetti da DCA per poter tracciare linee guida di trattamento più definite e condivisibili.

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