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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Psichiatrica 2001 June;42(2):75-82

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Hopelessness e depressione

Di Carlo A., Galassi F., Salmoria R., Cabras P.


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Obiettivo. Con questo lavoro abbiamo valutato il grado di assenza di speranza («hopelessness» degli autori anglosassoni) in 3 gruppi di soggetti trattati farmacologicamete: depressi maggiori ospedalizzati, depressi maggiori in fase intercritica da un minimo di 3 mesi, distimici, entrambi seguiti ambulatorialmente.
Metodi. La raccolta dei dati relativi ai tre campioni è stata effettuata mediante la somministrazione della scala di Beck sulla mancanza di speranza, la «Beck Hopelessness Scale» (BHS, 1974).
Risultati. Dai nostri dati sembra emergere che il fattore «mancanza di speranza» possa costituire un elemento insito della maggior parte dei soggetti depressi e che depressione maggiore e distimia siano 2 entità qualitativamente diverse, piuttosto che deporre per una continuità dei due disturbi. Inoltre, dopo un episodio depressivo maggiore sembrano costituirsi in molti soggetti difficoltà di riacquisizione della speranza riguardo al proprio futuro presente prima del disturbo. Questo deporrebbe per l'instaurarsi di un difetto depressivo come modalità evolutiva della depressione.
Conclusioni. Non sembra essere confermata l'esistenza della «Hopelessness depression». Alla luce di quanto emerso dal nostro lavoro si può prospettare l'utilizzo della BHS per valutare il grado di speranza di soggetti sani onde cogliere un indicatore preclinico nei soggetti a rischio di sviluppare una sintomatologia depressiva.

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