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NOTE DI TERAPIA   

Minerva Psichiatrica 1998 December;39(4):205-9

Copyright © 1998 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Risperidone nel controllo dei sintomi negativi nell’anoressia nervosa in adolescenza

Montecchi F., Magnani M., Marinucci S., Gambarara M., Diamanti A.

Ospedale «Bambino Gesù» IRCCS - Roma, Divisione di Neuropsichiatria Infantile, Servizio di Psichiatria e Psicoterapia *Divisione di Gastroenterologia, Servizio di Nutrizione Clinica


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Introduzione. Scopo del lavoro è un confronto tra aloperidolo e risperidone nel controllo dei sintomi negativi dell’anoressia nervosa. Secondo obiettivo, era il controllo della eventuale diminuizione di sintomi extrapiramidali (EP), ben presenti in tali pazienti con gli altri tipi di neurolettici (aloperidolo) facilitati dalle loro scadute condizioni fisiche.
Metodi. Lo studio è stato condotto su 20 pazienti (17 femmine; 3 maschi) con diagnosi di anoressia nervosa seguendo i criteri del DSM-IV. I partecipanti sono stati trattati in regime di ricovero presso il Servizio di Psichiatria e Psicoterapia dell’Ospedale «Bambino Gesù» di Roma. L’indagine è consistita in una iniziale valutazione psicopatologica mediante un questionario autosomministrato, SCL-90, seguito da un colloquio clinico; successivamente si è sostituito progressivamente l’aloperidolo con risperidone; completata tale fase si è mantenuta la terapia con solo risperidone per circa 2 settimane. La stabilità dei risultati ottenuti è stata valutata mediante follow-up a 6 mesi mediante una seconda somministrazione del questionario e in un nuovo colloquio clinico.
Risultati. I risultati ottenuti sono stati incoraggianti; dopo 2 settimane di terapia con risperidone si notava migliore consapevolezza del proprio stato fisico ed un ripristino dell’alimentazione autonoma. I segni EP sono stati assai modesti come intensità e di breve durata. I risultati ottenuti sono stati confermati anche al follow-up a 6 mesi, evidenziati da un diminuizione del punteggio globale di patologia dell’SCL-90 (GSI).
Conclusioni. Possiamo valutare positivamente gli obiettivi raggiunti alla luce di 2 considerazioni: 1) Il migliore controllo dei sintomi negativi rende più rapida la fase di «autonomizzazione» nutrizionale; 2) La modestissima presenza di segni EP semplifica la somministrazione stessa (evitando la presenza di un anticolinergico), aumentando la compliance verso la terapia.

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