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REVIEW   

Minerva Pneumologica 2008 December;47(4):203-12

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Chirurgia di avanzamento maxillo-mandibolare per il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno

Cao M., Li K. K., Guilleminault C.

Stanford Sleep Disorders Center Stanford University, Stanford, CA, USA


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Sebbene la ventilazione non invasiva nasale a pressione continua positiva sia considerata il trattamento di prima linea per l’apnea ostruttiva del sonno (OSA), la chirurgia si è dimostrata essere una valida opzione nei pazienti intolleranti a questo trattamento. Negli ultimi 20 anni la chirurgia di avanzamento maxillo-mandibolare è stata ampiamente accettata come la più efficace terapia chirurgica per il trattamento dell’OSA. L’avanzamento maxillo-mandibolare si è dimostrato in grado di ampliare lo spazio aereo faringeo ed ipofaringeo mediante l’espansione fisica della struttura scheletrica faciale. Inoltre, lo spostamento anteriore del complesso maxillo-mandibolare incrementa la tensione tissutale, riducendo così la collassabilità della muscolatura velofaringea e sopraioidea e migliorando il collasso della parete laterale della faringe, tutti componenti significativi nell’ostruzione delle alte vie respiratorie nell’OSA. Poiché i deficit maxillo-mandibolari basati sulle misure cefalometriche si sono rivelati come un reperto significativo nei pazienti con OSA, la chirurgia di avanzamento maxillo-mandibolare è stata primariamente descritta ed invocata nei pazienti con significativi deficit mandibolari. Tuttavia, alcuni gruppi hanno proposto quest’approccio chirurgico anche per il trattamento dell’OSA nei pazienti con deficit maxillo-mandibolari relativamente piccoli. Gli outcome della chirurgia di avanzamento maxillo-mandibolare sono stati estesamente riportati, con tassi di successo compresi fra il 57% e il 100%. A più lungo termine il tasso di successo raggiunge il 90%. Sono stati inoltre pubblicati dati indicanti un miglioramento della qualità di vita dopo questo trattamento.

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