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REVIEW   

Minerva Pneumologica 2006 March;45(1):1-15

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Gestione del paziente con riacutizzazione dell’asma bronchiale

Confalonieri M., Kodric M., Della Porta R., Demsar M.

Struttura Complessa Pneumologia Ospedale di Cattinara di Alta Specializzazione e di Interesse Nazionale Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Trieste, Trieste


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Nella storia naturale dell’asma bronchiale, le riacutizzazioni rappresentano delle fasi di rapido peggioramento della sintomatologia caratterizzata da dispnea, tosse, sibili e senso di costrizione toracica accompagnati dal rapido declino della funzione respiratoria. I fattori scatenanti più comuni sono le infezioni respiratorie o l’esposizione a irritanti, allergeni e farmaci e la scarsa compliance alla terapia antiasmatica di fondo. L’aumento dell’infiammazione e la broncoostruzione determinano la limitazione al flusso aereo, iperinflazione polmonare e disomogeneità del rapporto ventilazione-perfusione che, con il progressivo peggioramento, possono portare all’affaticamento dei muscoli respiratori con lo sviluppo di insufficienza respiratoria potenzialmente a rischio di evoluzione fatale. I cardini per il trattamento sono la valutazione della gravità della riacutizzazione e la rapidità nell’instaurare la terapia; la scarsa risposta alla terapia instaurata e le pregresse riacutizzazioni gravi sono tra i più importanti fattori di rischio per asma fatale o quasi fatale, spesso associati a una ridotta percezione del peggioramento dei sintomi. Le linee guida internazionali GINA schematizzano le modalità di trattamento basato sulla gravità della riacutizzazione sia in ambito domiciliare che ospedaliero, definendo i criteri di ospedalizzazione e dimissione ed enfatizzando l’importanza dell’educazione del malato e la regolarità nel follow-up specialistico.

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