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REVIEW   

Minerva Pediatrica 2010 December;62(6):585-90

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La chirurgia plastica estetica nei bambini con sindrome di Down: aspetti tecnici ed etici

Abbate B.

Ospedale Pediatrico “Anna Meyer”, Azienda Ospedaliero Universitaria, Firenze, Italia


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I soggetti con sindrome di Down tendono ad assomigliarsi fra loro, più che ai propri genitori, in particolare nel volto. Gli interventi di chirurgia plastica estetica che possono essere presi in considerazione sono riferibili a due gruppi: quello estetico vero e proprio, e fra questi quelli inerenti la correzione dell’epicanto, ovvero della creazione della plica palpebrale, in analogia con la chirurgia dei soggetti di etnia orientale, oppure l’impianto di protesi malari e/o alla radice del naso, ovvero l’otoplastica correttiva. La tipologia di intervento relativa alla glossoplastica riduttiva, considerata del secondo tipo, ovvero funzionale, non è indicata nella maggior parte dei casi, anche per la presenza di controindicazioni relative di natura anestesiologica. Il problema del consenso informato in pazienti minori e, comunque, con capacità intellettive ridotte, è particolarmente evidente ed eticamente rilevante. I genitori, qualora richiedano tale tipologia di chirurgia plastico-estetica, devono essere particolarmente informati sulle procedure e risultati, spesso non soddisfacenti, sui rischi connessi, legati a interventi chirurgici con finalità estetiche, che possono causare inutili e colpevoli sofferenze ai bambini e adolescenti con sindrome di Down.

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