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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Pediatrica 2004 February;56(1):83-90

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Analisi del rischio per i disturbi del comportamento alimentare in una scuola media superiore: una ricerca basata sull’Eating Attitudes Test 26

Saporetti G., Sancini S., Bassoli L., Castelli B., Pellai A.


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Obiettivo. Scopo di questo lavoro è quello di indagare la diffusione di comportamenti anomali nei confronti del cibo, capaci di predisporre allo sviluppo di franchi disturbi del comportamento alimentare (DCA) e di valutarne le caratteristiche associate.
Metodi. In una scuola superiore a prevalente composizione femminile è stato somministrato un questionario anonimo composto dall'Eating Attitudes Test (EAT-26), strumento capace di identificare soggetti con predisposizione per DCA, e da una sezione integrativa comprendente alcune variabili connesse ai DCA (stato di famiglia, conduzione di diete in ambito familiare, relazioni interpersonali, gestione del tempo libero, autostima). L'elaborazione dei dati è avvenuta tramite EpiInfo6.
Risultati. La ricerca ha interessato 902 studenti. Sono stati distribuiti 833 questionari e ne sono stati ritirati 701, l'89,4% da ragazze e il 10,3% da ragazzi. Il 13,7% delle ragazze e il 3% dei ragazzi ha un punteggio „ al cut off di 20 all'EAT-26. Un punteggio „20 è risultato significativamente correlato con scarsa autostima (OR=46,67, IC=13,16-182,04), diete condotte in famiglia (OR=4,08, IC=2,07-8,21), rapporti conflittuali con la madre (OR=2,20, IC=1,12-4,29) e il padre (OR=2,45, IC=1,24-4,80). Non si sono evidenziate correlazioni significative con l'essere figlio unico, vivere con un solo genitore, non avere/avere poche relazioni interpersonali, avere relazioni interpersonali insoddisfacenti, passare il tempo libero da soli e guardare la TV per più di 2 h al giorno.
Conclusioni. I risultati confermano la crescente diffusione del rischio per DCA tra gli adolescenti. Le caratteristiche e i comportamenti personali associati a tali disturbi sono sicuramente buoni punti di partenza per una prevenzione mirata.

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