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REVIEW   

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2008 June;59(3):193-7

Copyright © 2017 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Pseudoartrosi del sacro in frattura instabile di bacino

Rollero L., Gallo A., Bruno L., Matteotti R., Zoccola K., Massè A.

Divisione di Chirurgia del Bacino, Azienda Ospedaliera CTO - CRF Maria Adelaide, Università degli studi di Torino, Torino, Italia


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Le fratture instabili di bacino possono essere complicate da pseudoartrosi. Sono molto rari i casi di fratture longitudinali mediali di sacro, e un solo caso di pseudoartrosi conseguente a questo tipo di frattura è stato documentato. Scopo di questo lavoro è la revisione della letteratura riguardante diagnosi e trattamento di pseudoartrosi di sacro partendo dall’analisi di un particolare caso rappresentato da un paziente maschio, di 54 anni, coinvolto in un incidente motociclistico che riporta una frattura di sacro tipo “Denis III” sviluppando in seguito pseudoartrosi su questa lesione. La definizione di pseudoartrosi come una mancata consolidazione di una frattura oltre i 6 mesi dal trauma in letteratura non è universalmente accettata; alcuni Autori la definiscono come interruzione del processo di guarigione omettendo nella valutazione parametri temporali. Nel caso in esame, la rarità delle fratture mediane longitudinali del sacro ha comportato una difficoltà di interpretazione del quadro clinico. È importante effettuare esami radiografici di pelvi se l’intensità del trauma è compatibile con una frattura di bacino, è inoltre indicata l’esecuzione di TC per la maggiore sensibilità specificità nella diagnosi di fratture pelviche. La diagnosi precoce e il trattamento in acuto o entro breve tempo dal trauma è di fondamentale importanza. In pazienti con traumi ad elevata energia è fondamentale intraprendere un iter diagnostico-terapeutico completo, un’attenta valutazione degli esami radiografici e una classificazione adeguata del tipo di frattura dell’anello pelvico per porre una corretta indicazione chirurgica. In caso di dubbio è importante approfondire la
diagnosi con ulteriori proiezioni radiografiche e/o TC.

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