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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2007 June;58(3):245-50

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

Opzioni chirurgiche nel trattamento delle metastasi tibiali

Muratori F. 1, Esposito M. 2, Rossi B. 2, Liuzza F. 2, Maccauro G. 2

1 First Orthopaedic Division San Pietro Hospital, Rome, Italy 2 Orthopaedic Department Catholic University, Rome, Italy


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Obiettivo. Le metastasi tibiali sono un evento raro, spesso espressione di uno stato più avanzato di malattia. Le complicanze meccaniche e biologiche, di cui il dolore costituisce un sintomo chiave, sono i rischi più importanti per i pazienti affetti. I trattamenti adiuvanti come chemioterapia, radioterapia, terapia del dolore, terapia con difosfonati sono il trattamento di scelta in queste metastasi, mentre la chirurgia rappresenta il trattamento efficace delle impending fracture e fratture patologiche. Gli Autori analizzando la letteratura e considerando la propria esperienza di 11 casi di lesioni secondarie della tibia trattate chirurgicamente, discutono la diagnostica e in particolare le differenti opzioni chirurgiche di queste lesioni.
Metodi. Le opzioni chirurgiche sono differenti a seconda di diversi parametri, area di localizzazione, istologia, metastasi viscerali; i pazienti plurimetastatici con lesioni metadiafisarie sono stati trattati con un chiodo endomidollare bloccato impiantato in configurazione statica. Le tre localizzazioni alla tibia prossimale sono state trattate con exeresi e riempimento con cemento. In due localizzazioni tibiali distali il trattamento è stato il curettage e l’utilizzo di cemento, armato con fili di Kirschner; l’ultimo caso era un paziente affetto da carcinoma del rene che all’inizio (2001) aveva sviluppato una localizzazione isolata diafisaria trattata con resezione e ricostruzione con spaziatore diafisario; un anno dopo apparve una localizzazione diafisaria distale, trattata con resezione della metadiafisi distale tibiale.
Risultati. Tutti i pazienti hanno riportato una riduzione del dolore, con una rilevante riduzione dell’utilizzo di farmaci analgesici.
Conclusioni. Il trattamento chirurgico deve essere più ampio se la lesione è solitaria e il paziente ha una buona prognosi, e meno invasivo se la prognosi è scarsa, ma sempre garantendo una stabilità meccanica del sistema.

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