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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2007 February;58(1):1-8

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Chiodo in tantalio poroso per il trattamento della necrosi della testa del femore. Prime impressioni

Bistolfi A., Balboni E., Dolfin M., Damilano M., Testa D., Crova M.

Seconda Clinica Ortopedica Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia e Medicina del Lavoro Azienda Ospedaliera CTO, CRF M. Adelaide Torino


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Obiettivo. Sono descritte numerose tecniche di trattamento per la necrosi della testa del femore (OITF), senza uniformità di indicazioni e di risultati. Il chiodo in tantalio poroso è stato studiato per consentire la guarigione dell’osso, fornendo anche un supporto meccanico per prevenire il crollo della testa. L’obiettivo di questo lavoro era valutare l’efficacia a breve termine del trattamento della necrosi della testa del femore con chiodo in tantalio.
Metodi. Sono stati studiati 12 (2004-2005). Lo stadio di partenza era 2 B in 1 caso, 2 C in 6 casi, 3 B in 1 caso, 3 C in 2 casi, 4 A in 1 caso e 4 B in 1 altro caso, secondo la classificazione di Steinberg.I pazienti sono stati valutati clinicamente e radiograficamente prima dell’intervento e, successivamente, a 45 giorni, 3, 6, 12 e 24 mesi; a un anno è stata eseguita una risonanza magnetica nucleare (RMN) con mezzo di contrasto.
Risultati. I 7 casi con necrosi di grado fino a 2 C hanno avuto un buon risultato clinico e radiografico; i 5 casi con necrosi di grado 3 o superiore sono andati incontro a fallimento. Le RMN con mezzo di contrasto a un anno non hanno dimostrato la crescita di tessuto osseo nell’area di necrosi.
Conclusioni. Il chiodo in tantalio non funziona come trattamento di salvataggio dell’anca in stadi avanzati di necrosi. È indicato negli stadi iniziali senza crollo della testa, ma non sembra dare risultati superiori a metodiche più economiche.

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