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LE PROTESI  TENDENZE ATTUALI NELLA MODERNA CHIRURGIA DELL’ANCA. MODE E REALI NOVITÀ NEL 1° IMPIANTO 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2006 August;57(4):221-8

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La protesi di rivestimento Birmingham hip resurfacing. La casistica in oltre 350 casi

Giannini S., Moroni A., Romagnoli M., Cadossi M.

Sesta Divisione Istituti Ortopedici Rizzoli Università degli Studi di Bologna, Bologna


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Il trattamento delle patologie dell’anca in pazienti giovani e attivi rappresenta una difficile scelta, prevalentemente a causa dei risultati non soddisfacenti a lungo termine che si ottengono con le sostituzioni protesiche totali. I risultati dell’artroplastica convenzionale dell’anca sono, infatti, molto positivi nei pazienti anziani, mentre nei pazienti giovani non sono altrettanto soddisfacenti. Questi scarsi risultati clinici dipendono dall’elevata attività funzionale dei pazienti giovani che determina un’elevata usura dei materiali con conseguente aumento dei fallimenti per mobilizzazione dell’impianto protesico. Per migliorare i risultati funzionali e la durata delle artroprotesi d’anca nei pazienti giovani e/o attivi sono state riproposte, dopo essere state abbandonate negli anni ’80 per l’alta percentuale di fallimenti le protesi di rivestimento. La nostra esperienza con l’impiego della protesi di rivestimento Birmingham hip resurfacing consta di 350 casi. La sopravvivenza media dell’impianto a un follow-up medio di 20 mesi è del 98,8%. Sulla base degli ottimi risultati ottenuti con l’impiego di questa metodica e dai dati pubblicati in letteratura, si può oggi affermare che la protesi di rivestimento dell’anca è un intervento che rappresenta il trattamento di scelta nei pazienti giovani e/o attivi con patologie invalidanti dell’anca.

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