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LE DEFORMITÀ OSSEE E ARTICOLARI - RELAZIONI  100° CONGRESSO DELLA SOCIETÀ PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Pavia, 20-21 giugno 2003 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2003 April;54(2):49-51

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Principi di trattamento delle deformità delle ossa lunghe

Mora R., Pedrotti L., Bertani B., Tuvo G.

Clinica Ortopedica e Traumatologica, Università degli Studi, Polo Universitario “Città di Pavia”, Pavia


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La programmazione del trattamento delle deformità delle ossa lunghe deve basarsi su 3 punti fondamentali: valutazione, indicazione, pianificazione del trattamento.
La valutazione deve partire dal riconoscimento della deformità, combinando accertamenti clinici e strumentali e avvalendosi di alcune metodiche recentemente messe a punto (“Malalignment test”, individuazione del “center of rotation of angulation” o “CORA”). L’indicazione viene posta in base al tipo e all’entità della deformità e in base al tipo di mezzo di sintesi. Per la pianificazione del trattamento devono essere seguite alcune regole generali di correzione, riguardanti il tipo e la sede della osteotomia, il tipo di montaggio (nella fissazione esterna), l’ordine di priorità di trattamento (nelle deformità complesse), i tempi di trattamento.
Il rispetto di questi punti, che rappresentano i cardini del trattamento, consente di ottenere i migliori risultati e di minimizzare il rischio di complicanze.

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