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  97° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (SPLLOT) - I (Alba, 22-23 settembre 2000) 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2000 August;51(4):169-72

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Classificazione delle fratture di astragalo

Daghino W., Ronco S., Vasone L., Battiston B.


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Con l'obiettivo di sistematizzare l'inquadramento delle fratture astragaliche è stata condotta una revisione della letteratura in materia. Dall'analisi dei dati si evidenzia conveniente suddividere i casi in cui vi è interruzione dell'integrità anatomica dell'osso dalle lesioni parcellari, da cui differiscono sia come patogenesi che come trattamento. Per quanto riguarda le lesioni del primo tipo, oltre alla differenziazione anatomica puramente descrittiva tra lesioni del collo, della testa e del corpo, pare fondamentale per una classificazione che le inquadri fornire anche un'indicazione prognostica, in particolare riferita al rischio di evoluzione verso la necrosi ossea. A questo proposito la maggior parte degli autori concorda nel ritenere il sistema di Hawkins, basato sulla radiologia tradizionale, quello più affidabile ed indicativo per inquadrare le fratture del collo astragalico. Al gruppo delle fratture del corpo fanno capo sia i distacchi parcellari delle varie tuberosità, che le fratture osteocondrali a livello della superficie articolare del cosiddetto duomo astragalico; anche per queste lesioni la classificazione che viene considerata più efficace, quella proposta da Berndt ed Harty, prevede la correlazione con elementi prognostici e la conseguente corrispondenza con le procedure terapeutiche.

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