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BIOMATERIALI IN ORTOPEDIA: ASPETTATIVE E PRATICA CLINICA  96° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (SPLLOT) (Brescia, 24-25 settembre 1999) 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2000 June;51(3):153-8

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’osteosintesi endomidollare “di minima” come ausilio della fissazione esterna nelle fratture diafisarie

Faldini A., Manca M., Marchetti S., Foddai C., Restuccia G.


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Obiettivo. Gli Autori suggeriscono l'uso di osteosintesi endomidollare «di minima» prima della fissazione esterna al fine di minimizzare ed evitare lo spostamento laterale di fratture diafisarie instabili.
Metodi. Sono stati trattati 28 pazienti con mezzi di sintesi minima e successiva fissazione esterna. I casi erano così suddivisi: 14 fratture di tibia, 10 di femore e 4 di omero. La maggior parte dei pazienti erano maschi (68%).
Risultati. Tutte le fratture sono giunte a completa guarigione senza ritardo nella consolidazione ossea. Gli Autori hanno valutato la deviazione assiale mediante radiogrammi. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad attenta valutazione clinica: 3 casi presentavano limitazione della flessione del ginocchio a 90°.
Conclusioni. Questa tecnica particolare sembra possa prevenire lo spostamento laterale delle fratture diafisarie. Il tempo di apprendimento di questa nuova tecnica è breve e permette al chirurgo ortopedico, anche non perfettamente abile nella metodica di fissazione esterna, di ottenere dei buoni risultati.

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