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Minerva Oftalmologica 2019 September-December;61(3-4):66-70

DOI: 10.23736/S0026-4903.19.01832-4

Copyright © 2019 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La dieta nel trattamento del glaucoma

Maria ALTOMARE COCCO 1 , Patrizia ROBERTO 1, Igino CIRULLI 2

1 Department of Ophthalmology, Hospital of Foggia, Foggia, Italy; 2 Department of Surgery, Hospital of Foggia, Foggia, Italy



Il glaucoma è attualmente considerato una patologia neurodegenerativa caratterizzata da difetti del campo visivo associati a danno del nervo ottico da perdita di cellule gangliari. L’aumento della pressione intraoculare (intraocular pressure, IOP) è considerato il principale fattore di rischio per l’insorgenza del glaucoma. Studi clinici hanno riscontrato che i pazienti glaucomatosi non sottoposti a terapia per l’abbassamento della IOP hanno riportato una progressione del danno glaucomatoso (il 54% dei pazienti a 10 anni nello studio condotto nell’isola di Santa Lucia e il 62% a 6 anni nell’Early Manifest Glaucoma Trial, condotto in Svezia): la riduzione della IOP può dunque rallentare efficacemente la progressione del danno del nervo ottico e della relativa riduzione del campo visivo. Se la patologia glaucomatosa fosse dovuta esclusivamente a un aumento della IOP, attraverso terapie mediche, si sarebbe potuto ottenere un arresto della progressione del danno glaucomatoso. Al contrario, è stato dimostrato che una alta percentuale (45%) di pazienti glaucomatosi presenta una progressione del danno nonostante la riduzione della IOP. Nel paziente glaucomatoso, per una serie di cause (il danno iperbarico sul corpo delle cellule ganglionari retiniche, lo stress ossidativo, la disfunzione mitocondriale, la deprivazione di neurotrofine ecc.) si ha una accelerazione del processo apoptico (meccanismo di morte programmata) delle cellule ganglionari retiniche con conseguente perdita dei loro assoni che vanno a formare le fibre del nervo ottico. In questa fase della malattia, il paziente non avverte nessun sintomo visivo e questo rappresenta la maggiore pericolosità del glaucoma, in quanto è una patologia “subdola”, che si instaura lentamente e progressivamente senza che il paziente si accorga di quanto stia accadendo nel suo sistema visivo. È infatti necessario che si abbia una perdita di almeno il 20% di cellule e fibre ganglionari affinché si determinano i difetti iniziali del campo visivo. Come precedentemente enunciato, tra i diversi meccanismi proposti che inducono l’accelerazione dei processi apoptici con conseguente morte delle cellule ganglionari retiniche, riveste particolare importanza lo stress ossidativo. Sono stati effettuati numerosi lavori sperimentali che hanno proposto l’utilizzo di sostanze antiossidanti e antiapoptotiche: il coenzima Q10 “scavanger di radicali liberi”, il ginkgo biloba come molecola a potenzialità neuroprotettiva, e la citicolina nella riduzione dello stress ossidativo.


KEY WORDS: Glaucoma; Dieta; Ossido nitrico; Citicolina; Coenzima Q10; Malattie neurodegenerative

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