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Minerva Medicolegale 2017 March;137(1):1-6

DOI: 10.23736/S0026-4849.16.01755-7

Copyright © 2016 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

I denti come matrice alternativa per gli accertamenti tossicologici: risultati preliminari relativi all’applicazione di un metodo validato di estrazione e analisi

Giovanna TASSONI 1, Roberto CAMERIERE 2, Massimiliano ZAMPI 3, Alessandro RINALDELLI 4, Francesco MANCINELLI 5, Marcello CIPPITELLI 3, Giovanni OTTAVIANI 3, Mariano CINGOLANI 3

1 Laboratorio di Chimica Tossicologica Forense e Medicina Forense, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Macerata, Macerata, Italia; 2 Dipartimento di Medicina Legale Giurisprudenza, Università degli Studi di Macerata, Macerata, Italia; 3 Laboratorio di Chimica Tossicologica Forense e Medicina Forense, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Macerata, Macerata, Italia; 4 Libero Professionista, Macerata, Italia; 5 Libero Professionista, Ancona, Italia


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OBIETTIVO: In alcuni casi, nei quali la situazione di conservazione del cadavere è particolarmente compromessa (corpo bruciato, rimasto per lungo tempo in acqua o esumato), i denti possono costituire l’unica matrice utilizzabile per gli accertamenti tossicologici. Molte sostanze, infatti, si accumulano nella matrice dentale che può, dunque, fornire informazioni sulle assunzioni di sostanze d’abuso da parte del soggetto. Scopo del lavoro è stato quello di elaborare e quindi applicare un metodo che consenta di determinare la presenza di sostanze stupefacenti nel materiale dentario.
METODI: In questo studio preliminare il materiale dentario, polverizzato dopo una fase di estrazione acida, è stato analizzato per la determinazione di oppiacei, cocaina e metaboliti, mediante una procedura in gas cromatografia-spettrometria di massa (GC/MS).
RISULTATI: Il metodo è stato validato ed ha mostrato una linearità tra 0,1-2 μg/g per tutte le sostanze. Il limite di rilevamento era compreso nell’intervallo 0,03-0,04 ng/mg, mentre il limite di quantizzazione era 0.1 ng/mg. Il metodo è stato applicato all’analisi di dieci campioni dentari prelevati da soggetti viventi tossicodipendenti. I risultati sono stati posti a confronto con alcuni casi “bianchi”, provenienti da soggetti sicuramente non assuntori. In tutti i casi esaminati, l’applicazione del metodo ha portato al rilevamento di almeno una sostanza d’abuso, mentre in tutti i casi di controllo si è avuta conferma della negatività dell’assunzione di qualsiasi tipo di sostanza. I risultati hanno mostrato che le concentrazioni di cocaina, oppiacei e loro metaboliti, erano superiori ai valori del limite di quantizzazione.
CONCLUSIONI: I dati del presente lavoro mostrano che i denti possono rappresentare un’utile matrice per le analisi tossicologico forensi, specie nei casi post-mortem.


KEY WORDS: Forensic toxicology - Cocaine - Chromatography, gas - Mass spectrometry - Tooth

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